Quodlibet Libri
Libri editi da Quodlibet pubblicati nella collana Quodlibet Storie Letteratura teatrale
Prossime uscite della collana Quodlibet Storie
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788822925503 Un gruppo di sei
- 9788822925442 Elogio delle vagabonde. Erbe, arbusti e fiori alla conquista del mondo
- 9788822924728 Qualcuno gli scagliò dietro un cane morto
- 9788822924452 Il mestiere dello scrittore e la sua tecnica
- 9788822923264 Parole
- 9788822923257 Diario moscovita
- 9788822922861 Il sottomarino della notte
- 9788822908889 La signorina Scudery
- 9788822908872 Giù la piazza non c'è nessuno
Teatro statico Pessoa Fernando Ragusa A. (Cur.) - Quodlibet, 2024 - Quodlibet Storie
Il volume raccoglie, per la prima volta in versione italiana, i quattordici «drammi statici» di Fernando Pessoa, composti tra il 1913 e il 1934, dei quali solo Il marinaio (1915) fu pubblicato in vita dall'autore. In gran parte sconosciuti prima di un meticoloso lavoro di scavo svolto nell'archivio di Pessoa, questi testi restituiscono un altro e fondamentale versante della sua magmatica attività. La natura di Pessoa fu intimamente drammaturgica, anche quando questo carattere si manifestò mediante la spersonalizzazione poetica che diede origine a più di un centinaio di «eteronimi», autori fittizi radicalmente diversi per personalità e visione del mondo. Il suo teatro sprovvisto di azione, in cui l'enigma della condizione umana si traduce in spettacolo dell'inconscio, si proietta già verso esiti che saranno sperimentati con maggiore continuità dalle avanguardie del XX secolo. L'edizione è arricchita da un'appendice che raccoglie frammenti aggiuntivi riferibili alle pièce più organiche, oltre ad alcune lettere e agli appunti in cui Pessoa formula la sua idea di teatro.
Ritter, Dene, Voss Bernhard Thomas Sbardella Elena Reitani L. (Cur.) - Quodlibet, 2022 - Quodlibet Storie
È come essere in un sepolcro qui siamo già belli e sepolti un magnifico sepolcro dove si servono i bignè viennesi fragranti. Un pranzo di famiglia, due sorelle e un fratello, il suo ritorno a casa dopo un periodo di degenza in un ospedale psichiatrico. Nell'interno di una villa a Vienna il passato appare inestinguibile. Eppure da questa dolente costellazione Thomas Bernhard ricava scene di irresistibile comicità, come se solo un passo separasse la tragedia dalla commedia, il sublime dal ridicolo. Portato sulle scene a Salisburgo e Vienna nel 1986, Ritter, Dene, Voss costituisce forse l'apice teatrale dello scrittore austriaco, condensandone le tematiche preferite, a partire dalla vita come rappresentazione. Mettendo in scena l'eterna commedia umana, l'ossessione di assoluto che sovrasta l'imperfezione dell'esistenza, Bernhard gioca con la biografia di Ludwig Wittgenstein. Ma le vicende del filosofo sono solo un materiale per l'illusione dell'arte. Se famiglia e rituali sociali appaiono una prigione, se la fuga dalle proprie origini si rivela velleitaria, se tutto è stato già detto, se la ricerca di senso è puro balbettio, non resta che concepire la vita come acrobatico esercizio di resistenza artistica.