Quodlibet Libri
Libri editi da Quodlibet pubblicati nella collana Quodlibet Studio Citta E Paesaggio Fuori Formato Letteratura, storia e critica: letteratura dal 1800 al 1900
Prossime uscite della collana Quodlibet Studio Citta E Paesaggio Fuori Formato
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788822925725 Livio Vacchini. I paradossi della forma costruita
- 9788822925619 La terra del morso. L'Italia ctonia di Ingeborg Bachmann
- 9788822925602 Scie. Whitehead, Holmes, Bergson
- 9788822925091 Il corpo incantato
- 9788822923172 Giancarlo De Carlo. Appunti bibliografici
- 9788822922892 Certe cartacce in certi credenzoni. Inediti romaneschi di Giuseppe Gioachino Belli
Scrittrici in esilio tra Ottocento e Novecento Tatti S. (Cur.) Licameli C. (Cur.) - Quodlibet, 2022 - Quodlibet Studio. Città E Paesaggio. Fuori Formato
Tra esilio e scrittura esiste da sempre un nesso fortissimo; la letteratura contribuisce a riannodare i fili dell'esperienza e a rielaborare la perdita di ogni riferimento personale, linguistico, culturale. Nel caso delle scrittrici, almeno fino a Novecento avanzato, ogni esperienza di sradicamento è aggravata da una ancora incerta condizione autoriale che rende più problematico il rapporto con la scrittura. Il volume indaga il lavoro di molte autrici, da Cristina di Belgiojoso a Erminia Fuà Fusinato, Maria Zambrano, Agota Kristof, che tra Ottocento e Novecento hanno vissuto l'esilio per motivi politici e hanno dovuto ricostruire un'identità, anche linguistica e letteraria, in condizioni profondamente diverse da quelle consuete. Nei loro scritti e nelle loro tragiche vicende si evidenzia tutto il significato profondo e la forza reattiva che la scrittura riveste come elemento di resistenza contro la negatività del trauma. Il linguaggio esiliaco, d'altronde, soprattutto nel caso di donne scrittrici, esprime non solo una dimensione di alterità comune a tutte le esperienze di allontanamento forzato o volontario dalla patria (come avviene ancora in Clementina de Como, Louise Hamilton o Elisa Chimenti), ma dà anche voce, in casi come quello di Emma o Anna Maria Ortese, a una condizione di esclusione e di non appartenenza condivisa, indipendentemente dallo sradicamento territoriale, da tante scrittrici vissute tra Ottocento e Novecento.