Quodlibet Libri
Libri editi da Quodlibet pubblicati nella collana Quodlibet Studio Scienze Della Cultura Lingue romanze, italiche e reto-romanze
Le vertigini della materia. Roger Caillois, la letteratura e il fantastico Coglitore Roberta - Quodlibet, 2017 - Quodlibet Studio. Scienze Della Cultura
Il fantastico è la chiave di volta dell'esperienza intellettuale di Roger Caillois. Alla teoria generale del fantastico, alle descrizioni di mirabilia della natura e ai fantasmi delle scritture dell'io sono dedicate le tre sezioni del presente volume. Nella prima parte la famosa definizione cailloisiana del fantastico in arte e in letteratura, «l'irruzione dell'inammissibile all'interno della inalterabile regolarità quotidiana», è interpretata come il nucleo fondativo di un'estetica generale che include il mondo degli animali, alla luce delle contemporanee teorie evoluzioniste, e quello dei minerali, interpretato come l'esempio decisivo per illustrare la legge della dissimmetria che regola l'universo. Nella seconda parte le mirabili pagine di Caillois dedicate alle pietre figurate vengono considerate tra gli esempi più alti dell'ékphrasis novecentesca, dove emerge una vocazione letteraria continuamente negata e dissimulata. Nell'ultima parte le passeggiate parigine alla ricerca dei fantasmi del XV arrondissement, oggetto di un saggio sulla logica dell'immaginario, assumono la forma di un racconto autobiografico e di un film per la televisione.
Il romanzo indiscreto. Epistemologia del privato nei «Promessi sposi» Bosco Alessandro - Quodlibet, 2013 - Quodlibet Studio. Scienze Della Cultura
Manzoni indiscreto? Almeno quanto lo è la sua volontà di penetrare l'intimità dei suoi personaggi, di andare al "fondo del cuore umano" onde scoprirvi "i principi eterni della virtù". E almeno quanto la sua narrazione è volta a far confessare a Lucia ciò che la povera villana vorrebbe seppellire nel segreto della confessione. Ma non si tratta qui di fustigare chissà quali impertinenze autoriali. La questione è più complessa e riguarda il modo in cui "I promessi sposi" s'inseriscono nel solco di quella tradizione romanzesca europea che dalla metà del Settecento in poi pare caratterizzata da ciò che Gianni Celati ha definito la "vertigine dell'indiscrezione". Sorge così un inedito interesse verso le zone private dell'esistenza che va di pari passo con la formazione dell'individualità moderna la cui essenza, che pare giacere nelle imperscrutabili profondità del personaggio, attende solo di essere scoperta dallo sguardo indagatore dello scrittore (e con esso del lettore) moderno. Ma in che maniera questo processo di identificazione morale che "I promessi sposi" mettono sapientemente in scena si collega alla volontà di definire una cultura nazionale? E come mai sul finire del secolo un critico militante e progressista come De Sanctis poteva continuare ad individuare niente meno che nel cattolico Manzoni gli auspici per la nascita, anche in Italia, di una concezione finalmente moderna del romanzo e, con esso, della letteratura?