Quodlibet Libri
Libri editi da Quodlibet pubblicati nella collana Quodlibet Studio Corpi Storia dell’arte: stili artistici
Per crescita di buio. Estetica e poetica di Giuseppe Penone Iacobone Alice - Quodlibet, 2024 - Quodlibet Studio. Corpi
Tra i più importanti protagonisti del movimento novecentesco dell'Arte Povera, Giuseppe Penone è oggi artista di fama mondiale. Le sue opere scultoree, spesso realizzate con procedimenti legati al calco e all'impronta, sollecitano un profondo ripensamento della scultura stessa e delle sue condizioni di possibilità. Questo libro è un'introduzione alla poetica di Penone e all'estetica che si configura a partire dal suo pluridecennale lavoro. I dati della storia dell'arte vengono analizzati e scompaginati per tracciare un percorso non lineare all'interno della produzione del maestro piemontese, individuando complicità inattese tra le diverse opere e relazioni feconde con la tradizione filosofica. In un momento storico in cui la scultura sembra suscitare meno attenzione rispetto ad altri generi artistici, come l'installazione o la performance, questo volume torna ad affrontare teoreticamente il dominio dello scultoreo, mostrandone la rilevanza per il presente.
Selenographica. L'immagine e il disegno della luna nascosta Garbin Emanuele - Quodlibet, 2022 - Quodlibet Studio. Corpi
Selenografia è quella scienza grafica che si occupa della descrizione e rappresentazione della superficie lunare, e la Mappa Selenographica è la grande carta della Luna che i protagonisti delle due avventure astronautiche di Jules Verne - De la Terre à la Lune e Autour de la Lune - portano con sé in quel viaggio fantastico che è ancora solo un viaggio nell'immagine della Luna. Nel corso degli ultimi due secoli quest'immagine è diventata tanto più grande, venendosi a comporre di numerosissime e diversissime carte, di migliaia e migliaia di foto e di pagine di rapporti di missione, e di altrettanti modelli materiali e immateriali: un mondo che non si direbbe reale eppure a suo modo lo è, esplorabile e praticabile a somiglianza di quello che rappresenta. L'ampia raccolta di immagini presentate in questo libro si apre con la mappa descritta da Verne, e si conclude con quelle recentissime prodotte a partire dai dati inviati dalle sonde tuttora in orbita attorno alla Luna. Nell'esplorazione di questa seconda Luna ci si è trattenuti specialmente nelle zone liminari, sul bordo tra la faccia perennemente in vista e quella nascosta, o sul confine mobile che separa il giorno dalla profondissima notte lunare, sforzandosi di guardare da una parte e dall'altra, e quindi di rinnovare lo stupore per la ciclica apparizione e sparizione di un intero mondo. Al termine di questo viaggio particolare ci si accorge che un'immagine apparentemente consumata, come quella della Luna, ha molto da rivelare non solo a chi ne è ancora attratto, nonostante tutto, ma anche a chi si occupa del senso generalissimo di tutte le immagini, di quello che mostrano e ancor più di quello che nascondono.
Bathygraphica. Disegni e visioni degli abissi marini Garbin Emanuele - Quodlibet, 2018 - Quodlibet Studio. Corpi
Che ne è oggi dell'Abisso? Esiste ancora una profondità tale da meritare il nome, il timore e il rispetto che un tempo spettavano all'Abisso? La collezione di carte e di visioni messe assieme in questo libro è a suo modo un viaggio - quasi un voyage extraordinaire come quelli di Jules Verne - negli abissi a noi più prossimi, e cioè quelli del fondo dei mari più profondi. Questa storia parziale e arbitraria si apre con un'immagine terribile e sublime, la "batigrafia" descritta da Thomas Burnet in Telluris Theoria Sacra alla fine del diciassettesimo secolo, e cioè una visione apocalittica della terra prosciugata alla fine dei tempi. Da allora sono state disegnate molte carte degli abissi, anche diversissime tra loro, ma tutte accomunate dal bisogno di vedere un altro mondo, che in massima parte è - e sempre sarà - precluso alla vista dell'uomo, e accessibile solo sotto forma di disegno. La rassegna delle rappresentazioni e delle visioni delle profondità abissali è anche la storia di una espropriazione e di una continua dislocazione, tanto da far pensare che ben poco resti ormai, sotto il mare così come sulla terra, di quella oscurità e di quella dismisura che sono la sostanza stessa dell'Abisso. Ciò accade perché una certa disposizione del pensiero efficiente sposta sempre più in là il confine del noto a scapito del dominio dell'ignoto, e lo fa con una tale determinazione da non permettersi e non permetterci di pensare l'Abisso per quello che è, e nemmeno di intuire come quel confine non sia affatto netto, bensì confuso e ripiegato su sé stesso. Osservando le carte e leggendo le storie che hanno cercato di immaginare il fondo del mare ci si può rendere conto di come l'Abisso costantemente si ritragga, ma allo stesso tempo penetri il pensiero che intende spiegarlo e le immagini che cercano di mostrarlo.