Quodlibet Libri
Libri editi da Quodlibet pubblicati nella collana Saggi Politica e governo
Prossime uscite della collana Saggi
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791281608733 La cucina delle case di piacere. Ricette necessarie per luoghi di peccato
- 9791281608078 Dialogo sulla cucina italiana
- 9791280540676 Benvenuti in un mondo di m**da
- 9791259971715 L'ultimo ad amare la vita. Giovanni Comisso e il viaggio
- 9791259970794 Scuola sotto inchiesta
- 9791259922403 La via dell'Everest
- 9788898651726 Tra genitori e figli. Con DVD
- 9788894911763 L'originale assente. Introduzione allo studio della tradizione classica
- 9788888891798 La cultura di destra non esiste. Nuova ediz.
- 9788869506604 Ribelli. Insieme oltre la mediocrità
I cani del Sinai Fortini Franco Centro Studi Franco Fortini (Cur.) - Quodlibet, 2020 - Saggi
«Se tu non vuoi più credere alla verità, nessuno vorrà più credere a te». Con la citazione di queste parole che Zelman Lewental scrisse nell'agosto del 1944 ad Auschwitz prima di essere ucciso dai nazisti, si chiude "I cani del Sinai", uno dei libri più intensi di Franco Fortini. Libro che sfugge ad ogni definizione, attraversa e supera ogni genere: pamphlet e autobiografia, racconto e saggio; prosa tesissima e lapidaria, scandita in brevi paragrafi, obbediente ad una metrica autonoma e rigorosa come in una poesia. Scritto «a muscoli tesi, con rabbia estrema» nell'estate del '67 a ridosso della «guerra dei sei giorni», "I cani del Sinai" è un libro contro: contro «quanti amano correre in soccorso ai vincitori», contro «il diffuso e razzistico disprezzo antiarabo», contro «l'arma totale» dei media; ma è anche e soprattutto il luogo in cui Fortini volle «chiarire a se stesso la storia di un combattuto rapporto con le proprie origini». E forse proprio da questa doppia lettura di presente e passato, dalla volontà ostinata di tenere insieme l'interpretazione di sé e della storia (di sé nella storia) e di «disegnare il futuro segnando a dito, con esattezza, le fosse di quel che non c'è, le lacune del reale», nasce la forza, non intaccata dal tempo, di queste pagine, da cui Jean-Marie Straub e Danièle Huillet trassero un film a sua volta memorabile. Con una Nota 1978 per Jean-Marie Straub. In appendice "Lettera agli ebrei italiani".
Dieci inverni 1947-1957. Contributi ad un discorso socialista Fortini Franco Peluso S. (Cur.) - Quodlibet, 2018 - Saggi
«Letterato per i politici, ideologo per i letterati», com'ebbe a definirsi, Franco Fortini in questo libro pubblicato per la prima volta nel 1957 è già il saggista eclettico e rigoroso e il critico affilatissimo destinato a influenzare più di una generazione e a lasciare un'impronta indelebile nella seconda metà del Novecento. La generazione del '68 incontrò in "Dieci inverni" alcuni dei suoi temi privilegiati, come il rifiuto dello stalinismo (ma anche del progressismo), la denuncia dei ritardi della cultura della sinistra ortodossa, l'analisi della nascente industria culturale e della funzione della critica in essa; ma è l'ostinata determinazione a non disgiungere la dimensione etica da quella politica che segna ogni pagina del libro - «uno dei tanti che almeno dall'età giacobina hanno in Europa chiamato a resistenza e rigore (o si dica alle virtù civili)» - a definire la cifra distintiva e più durevole dell'intera opera fortiniana. Con un saggio di Matteo Marchesini.
Carisma Napoli Paolo - Quodlibet, 2026 - Saggi
Quando parliamo di carisma siamo abituati ad associare questo termine a personalità magnetiche capaci di esercitare una grande influenza su uomini e donne. La storia sembra ritmata dall'irruzione d'individualità prestigiose in cui l'immagine dell'uomo solo al comando impregna di significato gli eventi che lo circondano. Basti pensare a un esempio per tutti: il carisma mortifero di Hitler. Ma il carisma è necessariamente un dono della persona che lo possiede come se si trattasse di una sostanza magica non spiegabile con le regole abituali della ragione? Il libro cerca di ribaltare questa percezione dominante del carisma, per riportarlo alla sua origine neotestamentaria, in cui la parola fu concepita al plurale: i carismi indicano le funzioni utili alla costruzione e al governo della comunità cristiana, sono ripartiti tra più soggetti, esprimono il lavoro della cooperazione sociale e non si coagulano mai nel privilegio elettivo di una singola figura umana. Dinanzi al proliferare odierno dei partiti-persona cui corrisponde, sul piano del dibattito istituzionale, la concentrazione sui ruoli del «presidente» o del «premier», occorre separare il carisma dal suo connubio col potere di «uno» solo e ripensarne la funzione in una società sempre più impoverita di democrazia.