Racconti Libri
Libri editi da Racconti pubblicati nella collana Varia Narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)
Prossime uscite della collana Varia
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791298653313 Il grande ricettario della cucina italiana
- 9791282494205 I sogni sono contagiosi
- 9791282494199 Giappone. Piccolo atlante della felicità
- 9791282494182 Irlanda. Piccolo atlante della felicità
- 9791282494175 Svezia. Piccolo atlante della felicità
- 9791282494137 Preadolescenza consapevole
- 9791282494120 La strategia dell'aragosta
- 9791282494113 Il kung fu e l'arte dell'equilibrio
- 9791282494106 Liberati dalle cazz*te
- 9791282494076 In punta di piedini
Tutti i nostri premi - Racconti, 2023 - Varia
Delusi dall'ultimo libro che avete acquistato e letto dopo che aveva vinto l'ennesimo premio? Non capite perché abbiano dato il Nobel per la letteratura proprio a quello scrittore mai sentito prima? Niente paura, ora potrete rifarvi la bocca con Tutti i nostri premi, un'antologia in cui gli scrittori finalmente ci dicono tutta ma proprio tutta la verità sul mondo dei premi. Con racconti di Veronica Raimo, Giulio Mozzi, Vargas, Gilda Policastro, Alessandro Gori, Stella Poli, Ugo Cornia, Valentina Maini, Valerio Lundini, Carolina Cavalli, Emanuele Martino, Marco Rossari, Matteo Marchesini, Paola Moretti, Giordano Tedoldi, Luca Pisapia, Federica Sabelli, Francesco Pacifico, Luca Ricci, Domitilla Pirro, Michele Masneri, Gian Marco Griffi, Saverio Raimondo. Hai voglia a dire che i premi non contano. Di solito chi dice così è perché non li vince. Che siano Oscar o Palloni d'oro, Pulitzer o riconoscimenti alla carriera, davvero i premi sono soltanto «ciambelle di salvataggio lanciate a qualcuno che ha già raggiunto la riva» come sostenne George Bernard Shaw rifiutando i soldi del Nobel? Chi legge e scrive libri sa che alcuni premi possono proiettare un romanzo dritto in classifica, altri invece fanno solo curriculum e di soldi nemmeno a parlarne, ma la maggior parte li devi andare a ritirare in oscuri paesi appenninici dove comunque arrivi sempre secondo dietro la celebrità locale. Qui, dall'alto dei loro scranni, giurie di inossidabili carampane e venerati maestri decretano l'ingresso o l'esclusione dal grande olimpo della letteratura commuovendosi per due metafore neanche fossero gli occhi oceanici di Miss Cotonella a Salsomaggiore Terme. E gli scrittori? Come in tutte le discipline ci sono gli specialisti, i vincitori di allori seriali, ma anche chi non ci si avvicina nemmeno di striscio, chi affetta noncuranza e chi briga dietro le quinte. Per saperne di più bisogna leggere questo libro, in cui autori pluri e mai premiati si tolgono tutti i sassolini e talvolta qualche macigno dalle scarpe, svelano gli altarini e gli scheletri nell'armadio, ma soprattutto ci regalano dei racconti che davvero meriterebbero un qualche trofeo. In attesa che voi lettori scegliate il migliore, noi ci portiamo avanti e brindiamo «alla salute del vincitore, con un bicchierino pieno di livore».
Potendo, li avrei salvati. Tutti i racconti Michaels Leonard - Racconti, 2023 - Varia
È stato detto che Leonard Michaels (New York, 1933 - Berkeley, 2003) «non ha scritto una sola frase noiosa in tutta la sua carriera». Figlio di un barbiere polacco che aveva studiato da rabbino prima di fuggire assieme alla moglie dal Vecchio Mondo per trovare rifugio nel Lower East Side, il piccolo Leonard parla esclusivamente yiddish fino ai cinque anni, quando incomincia a frequentare la scuola e a familiarizzare con ciò che esiste al di fuori dell'appartamento in cui è confinato per via delle frequenti malattie. L'esordio arriverà nel 1969 con Going Places, una raccolta di racconti che esce lo stesso anno di Il lamento di Portnoy di Philip Roth. Entrambi gli scrittori hanno 36 anni e sono al debutto, entrambi i libri riceveranno grandi encomi ma, al contrario del prolifico Roth, Michaels farà passare sei anni prima di tornare sulle scene con un'altra raccolta, intitolata I Would Have Saved Them If I Could. Altri elogi e poi di nuovo un lungo silenzio. Quando gli chiederanno perché aspettare 47 anni per pubblicare il suo primo romanzo, lo scrittore newyorchese risponderà così: «Mi consideravo un artista serio. La short story mi pareva molto più profonda e seria del romanzo, per questo la preferivo. Quando si scrive un racconto non sono permessi errori. È una forma pura, magica». I romanzi alla fine saranno due: Il club degli uomini (Einaudi), che sarebbe diventato anche un discusso film con Harvey Keitel e Roy Scheider, e Sylvia (Adelphi), ispirato al suo primo matrimonio culminato col suicidio della moglie. Che il tratto davvero unico di Michaels sia proprio quella lingua così influenzata dal retaggio yiddish sono in molti a sostenerlo ed è difficile non accorgersene leggendo le storie del posato matematico Nachman, un uomo che sembra aver avuto sempre e solo il cognome per definirlo, oppure seguendo le peripezie sessuali e sentimentali dell'alter ego dello scrittore, quel Phillip Liebowitz che si muove per Manhattan al febbrile ritmo della città, imbucandosi alle feste o tentando di prendere la metropolitana nudo dopo essere stato beccato in flagrante. Uomini fatti di parole alle prese col mistero indecifrabile ed elusivo del femminile e con l'ultimo, inevitabile spoiler, quello di un finale annunciato. «Gli scrittori muoiono due volte, prima nel corpo, poi nelle opere, eppure tirano fuori un libro dopo l'altro, come pavoni che fanno la ruota, uno splendido lampo di colore presto trascinato di nuovo nella polvere» appunta Leonard Michaels nel suo Taccuino, uno dei trentotto racconti che appaiono per la prima volta in italiano nella traduzione di Luca Briasco e Roberto Serrai in questa raccolta definitiva. Un testamento che ci permette di scoprire un autore degno di stare tra i più grandi del Novecento americano.