Libri di narrativa classica prima del 1945
Opere di narrativa classica antecedenti al 1945
Il tallone di ferro London Jack - Rizzoli, 2026 - Bur Weird
Un diario ritrovato dopo sette secoli racconta come una democrazia può diventare, giorno dopo giorno, una macchina di paura. Nel XXVI secolo, in California, uno storico scopre un manoscritto nascosto nel tronco di una quercia. È il memoriale di Avis Everhard e ricostruisce gli "anni turbolenti" in cui l'America del 1912 scivola sotto il Tallone di ferro, una dittatura industriale che si insinua nei tribunali, nella stampa, nel lavoro, finché la violenza diventa metodo. Non servono mostri visibili. Bastano leggi ordinate, informazione addomesticata, pane distribuito come premio, mercenari pronti a colpire dove la folla si raduna. Avis viene da una famiglia perbene e crede di conoscere il mondo. L'incontro con Ernest Everhard, maniscalco e rivoluzionario, la costringe a guardare la "macchina invisibile" che regge la società plutocratica. Da quel momento la vita si sdoppia, tra salotti e comizi, feste e retate, parole che sembrano ragionevoli e decisioni che odorano di rovina. Il punto di non ritorno è la nascita della Comune di Chicago, il massacro, la rivolta schiacciata. Poi il racconto si spezza e lascia un vuoto inquietante. Scritto nel 1908, "Il tallone di ferro" è una distopia primigenia e profetica, un incubo politico che ha aperto la strada al Novecento distopico e continua a colpire e, forse, spaventare per lucidità e forza visionaria.
Fosca Tarchetti Igino Ugo - Rizzoli, 2025 - Bur Weird
Chi è Fosca? Una malattia, un delirio, un richiamo ipnotico. Un amore impossibile che diventa febbre e rovina. Giorgio, giovane ed elegante ufficiale, ama Clara, donna luminosa, dolce, sana, sposata con un altro uomo eppure capace di offrirgli serenità e rifugio. Ma è Fosca, creatura deformata dalla sofferenza, dalla solitudine e dal desiderio, a irretirlo in una trama sempre più fitta di incubi e seduzione. Brutta, consunta, fragile, viva solo in un modo disturbante. Fosca non chiede amore: lo impone. Lo reclama con una fame che sa essere dolce, disperata e implacabile, fino a diventare un'ossessione che non lascia scampo. E Giorgio, uomo d'onore e di dovere, non sa più fuggire. Né da lei, né da se stesso. Uscito nel 1869, "Fosca" è il romanzo maledetto per eccellenza della Scapigliatura. Igino Ugo Tarchetti lo scrisse negli ultimi mesi della sua breve vita, riversandovi ossessioni personali, febbri psichiche, tensioni erotiche e disperazione. Tra passioni infette, attrazioni mortali e abissi interiori, Fosca incarna il contagio oscuro del desiderio, la fascinazione per la rovina, la bellezza che si annida nell'orrore e nella fragilità. Non è solo una donna: è una possessione. Un'ombra. Una vertigine. Una discesa lenta e inesorabile in un amore che fa male, che cattura, avvelena e soffoca.