Rogiosi Libri
Libri editi da Rogiosi pubblicati nella collana Il Merito Di Napoli BIOGRAFIE E STORIE VERE
L'arcipelago Imbriani Rossi Anna Rita - Rogiosi, 2018 - Il Merito Di Napoli
Nato da famiglia di spirito risorgimentale ma convertito allo stato forte e alla pena di morte. Professore di estetica a Napoli ma inizialmente a digiuno di dialetto. Scrittore prolifico, pensatore polemico, avvezzo alla penna nelle sfide come alla pistola nei duelli. Maestro della Massoneria ed intellettuale di spirito cosmopolita, per il quale un gran testo in lingua italiana era un trionfo per tutte le lingue indo-europee. Critico letterario, riscopritore di Giambattista Basile, etnografo in giubba garibaldina, di Vittorio Imbriani si sa poco, oltre il fatto che abbia una strada dedicata nel quartiere Chiaia a Napoli. Eppure, lo scrittore napoletano ebbe modo di formarsi con i migliori maestri del suo tempo e arrivare a far sue tutte le forme della narrazione, al punto da interpretare direttamente il lettore per chiedergli "documenti umani", ovvero spunti narrativi reali in aiuto della sua fantasia autoriale. La biografia dedicatagli da Anna Rita Rossi è al contempo un racconto di identità e di temi, ed attraversa tutti gli esperimenti letterari con cui si confrontò Imbriani, dandogli ampio spazio 'personale' in una abbondante antologia, che permette al lettore di avere un'idea compiuta dello scrittore e di approcciarsi alla scoperta delle sue opere.
Le mie stagioni Forgione Carmine Cortese S. (Cur.) - Rogiosi, 2018 - Il Merito Di Napoli
L'operazione filologica di Stefano Cortese consiste in un restauro delle parole che porta alla reviviscenza un testo, senza mai sostituirsi all'autore. "Le mie stagioni" è l'autobiografia in forma di diario di un uomo del sud, Carmine Forgione, di estrazione contadina e di valori tradizionali, che sì fa osservatore della propria vita allo specchio dei principali eventi del Novecento. Il taglio cosiddetto 'semicolto' del testo mostra paradossalmente una coscienza intellettuale e morale straordinaria, con slanci lirici marcatamente autoriali, che Cortese raccoglie, incrocia, leviga e sutura senza cicatrici in una narrativa omogenea. Il filologo fa un'operazione di servizio al testo, lasciando che l'autore parli liberamente di sé come uomo, come padre, come soldato, come lavoratore, e come intellettuale puro, nelle numerose meditazioni sul valore dello studio e della cultura espresse da chi, suo malgrado, non ha potuto trarle con facili opportunità, e le ha ricercate nella vita affiancandole alle contingenze della realtà quotidiana.