Ronzani Editore Libri
Libri editi da Ronzani Editore pubblicati nella collana Ventoveneto Autobiografie: letterati
Prossime uscite della collana Ventoveneto
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788894911817 Alfabeto triestino
Il mio Veneto e altri scritti Lago Giorgio Jori F. (Cur.) Chiavacci Lago F. (Cur.) - Ronzani Editore, 2025 - Ventoveneto
Nel suo articolo di congedo dalla direzione lunga dodici anni del «Gazzettino», Giorgio Lago si definiva "il facchino del Nordest": il suo ruolo di giornalista lo vedeva come quello di chi trasportava materiali, progetti, idee, per costruire l'immagine di un'area strategica per il Paese. A vent'anni dalla sua prematura scomparsa, questo libro si propone di restituirne l'essenza e la pluralità dell'immagine: a chi con lui ha compiuto lunghi tratti di strada, dal giornalismo alla politica, dall'economia alla società; ma anche a chi oggi, pur non avendolo conosciuto, si trova a tu per tu con un'informazione deformata, distorta, scadente e scaduta, in cui è arduo districarsi per capire quello che accade attorno a noi. Il libro è suddiviso in due grandi filoni portanti. C'è il Lago visto e raccontato da fuori, da chi ha intersecato la sua lunga strada: lo fa attraverso interviste da lui rilasciate, ma soprattutto attraverso la testimonianza di chi ha avuto il privilegio di frequentarlo, sia nel giornale che nella vita civile, tra personaggi dello sport e della società civile. E c'è poi, soprattutto, il Lago che esce dai suoi tantissimi scritti, da giornalista di sport a direttore di testata: una figura centrale per quel Nordest di cui è stato il più autorevole testimonial, e al tempo stesso un giornalista attento a registrare le trasformazioni della sua epoca, e a pungolare i lettori ma anche i responsabili della vita pubblica a coltivare quella passione civile che è stata la sua regola di giornalista e di uomo.
Appunti inutili Giotti Virgilio Volpato S. (Cur.) - Ronzani Editore, 2025 - Ventoveneto
Scritti tra il 1946 e il 1955 e usciti postumi nel 1959 per le Edizioni dello Zibaldone, gli Appunti inutili sono la registrazione di stati d'animo dello scrittore, duramente messo alla prova dalla quotidiana fatica dell'esistenza e soprattutto dalla morte, in guerra, di entrambi i suoi figli. Il diario si apre proprio con la notizia della scomparsa dell'amato Paolo (anche lui artista) in Russia, la terra di sua madre: stritolato tra due patrie, dice Giotti. Da quel giorno, in una Trieste onirica - simile a L'isola dei morti di Arnold Böcklin - si aggira come un disperso-disperato il cuore di Virgilio Giotti. Trieste è viva: vi sono il mare azzurro, la bora, i saliscendi delle vie; le rive sono piene come i caffè; la natura è rigogliosa. Giotti incontra Silvio Benco, Umberto Saba, la Pittoni, i Dolfi; trova una vecchia gatta, qualche uccellino; si sente osservato da una giovanissima fanciulla; mangia e dorme a casa con la sua vecchia moglie. Dunque, è fisicamente vivo; ma il suo cuore e la sua mente sono immerse in giornate di pieno deserto. Si sente come un fantasma, o meglio: come un morto che si aggira nelle stanze e nella città. Non esiste più il Giotti padre, marito, poeta, pittore. Ha smesso di piangere.