Round Robin Editrice Libri
Libri editi da Round Robin Editrice pubblicati nella collana Mappe SCIENZE UMANE
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De-figurare. Iconofobie e iconoclastie a Bisanzio e altrove Menna M. R. (Cur.) Rinaldi S. (Cur.) - Round Robin Editrice, 2024 - Mappe
Il volume raccoglie gli atti del seminario De-figurare. lconofobie e iconoclastie a Bisanzio e altrove, svoltosi il 12 e 13 maggio 2021 presso il Dipartimento di Studi linguistico-letterari, storico-filosofici e giuridici dell'Università della Tuscia, a cura di Maria Raffaella Menna e Simona Rinaldi. Il filo rosso che collega i contributi è quello dell'immagine "negata", quando cade vittima di intenzionali rimozioni, alterazioni od omissioni, di tutta quella serie di atti riassunta nel titolo De-figurare. Il verbo, con la sua grafia disgiunta, rispetto ai più comuni "sfigurare" e "disfigurare" - designanti lo sfregio finalizzato a rendere irriconoscibile la figura esecrata - e rispetto anche al verbo "defigurare", con grafia unita, ha il vantaggio di visualizzare l'articolazione fra presenza e assenza, fra vecchio e nuovo, fra mutazione e permanenza. Banco di prova di questa dialettica è l'iconofobia siropalestinese del secolo VIII: nei mosaici pavimentali di più di ottanta chiese, al tempo della prima dominazione islamica, un'intenzionale distruzione ha colpito le figure zoomorfe e antropomorfe senza, tuttavia, azzerarle. La "sottrazione" non fa dell'immagine preesistente un nulla, come se non fosse mai esistita, bensì le permette di continuare a vivere, ridotta a una mera silhouette o a esigui brandelli incorporati nel nuovo assetto visivo, tracce che innescano nello spettatore la risalita, virtuale, all'originale perduto. Questo fenomeno ha dato avvio a un percorso di riflessioni che tocca due stazioni: Bisanzio, con l'importante spartiacque dell'Iconoclastia, da un lato, e l'avvento dell'Islam, dall'altro, e quell'altrove che abbraccia orizzonti disciplinari differenti.
A cento anni da Weimar. Politiche e culture di un «laboratorio conflittuale» Duranti S. (Cur.) - Round Robin Editrice, 2021 - Mappe
Sono trascorsi poco più di cent'anni dalla fondazione della Repubblica di Weimar. La letteratura si è molto soffermata sulle ragioni del suo fallimento: una «democrazia fragile», portatrice di un progetto forse fin troppo ambizioso per uno Stato in cui la concezione del potere era ancora condizionata dalla struttura socio-politica dell'era guglielmina. La fine di Weimar è nota: squassata dalla sua stessa instabilità politica, la Repubblica finirà per essere travolta dall'avvento del regime nazionalsocialista. Eppure, in quei pochi anni, e pur con le sue contraddizioni, Weimar si è rivelata culla ideale per il fiorire delle spinte più innovative che hanno attraversato l'Europa del primo Novecento: le avanguardie, il Dada, il Bauhaus. E non solo nel campo delle arti: la Repubblica di Weimar ha rappresentato un paradigma per tutto il costituzionalismo democratico novecentesco, una radicale trasformazione del concetto stesso di Costituzione. In questo ricco e documentato volume, storici, giuristi, storici dell'arte e della letteratura si interrogano sull'esperienza sociale, culturale, politica della Repubblica di Weimar, illuminata e contradditoria, e sui suoi lasciti capaci di offrire nuove prospettive alla lettura della realtà. In questo volume sono raccolti contributi di: Roberta Ascarelli, Elisabetta Cristallini, Paola Del Zoppo, Simone Duranti, Massimiliano Gregorio, Patrizia Mania, Brunello Mantelli, Catia Papa, Luigi Principato, Lucrezia Ranieri.