Rubbettino Libri
Libri editi da Rubbettino pubblicati nella collana Carteggi Lingue indo-europee
Prossime uscite della collana Carteggi
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788876427084 Sebastiano Timpanaro-Scevola Mariotti. Carteggio (1944-1999)
- 9788876425547 Un lapsus di Marx. Carteggio (1956-1990)
- 9788876423529 «Da Marx al Crivellucci». Lettere di Gastone Manacorda e Delio Cantimori (1946-1966)
Azzerare le distanze. Carteggio 1934-1940 Alvaro Corrado Bompiani Valentino Giuliani L. A. (Cur.) - Rubbettino, 2013 - Carteggi
La corrispondenza epistolare intercorsa tra lo scrittore Corrado Alvaro e l'editore Valentino Bompiani testimonia la durata reale del loro rapporto umano e professionale avviato nel gennaio del 1934 e cessato nell'aprile del 1956, pochi mesi prima che Alvaro morisse. L'insieme documentario, del quale qui si pubblica per la prima volta integralmente e in edizione critica la parte riguardante gli anni dal 1934 al 1940, è particolarmente interessante: le lettere, un tassello dopo l'atro, focalizzano la successione meditata di precise scelte politico-editoriali, convogliando nel loro flusso anche elementi paratestuali quali ritagli di giornale, copertine di libri e bozzetti di ritratti, che trasformano in un quadro storico-letterario assai rappresentativo la collaborazione tra i corrispondenti. Per questa via, mentre affiorano aspetti inediti della storia privata e pubblica di Alvaro si precisano momenti poco noti dell'impresa editoriale "artigiana" di Bompiani, fermo nel proposito di investire sullo scrittore calabrese con reciproco vantaggio, e, non da ultimo, si definiscono i ruoli di tanti altri protagonisti della scena culturale del Novecento. Il Carteggio rispetta inoltre la spiccata e ininterrotta predilezione di entrambi per il genere epistolare, considerato simbolicamente paradigmatico di una speciale visione del mondo, scelto sia da Alvaro sia da Bompiani in varie iniziative editoriali.
Un'amicizia nuorese. Lettere inedite a Pietro Ganga (1898-1905) Deledda Grazia Cerina G. (Cur.) - Rubbettino, 2019 - Carteggi
Il significato più rilevante dell'epistolario intercorso fra Grazia Deledda, premio Nobel per la letteratura (Nuoro 1871 - Roma 1936) e Pietro Ganga (Nuoro 1875 - Cagliari 1945) è il carattere e il valore dell'amicizia fra i due giovani; amicizia che nasce e si mantiene viva nell'ambito di una frequentazione tra le famiglie, e si consolida sulla base di una fondamentale intesa letteraria, oltre che su esperienze condivise di vita nuorese, di una matrice antropologica comune e di un'intesa culturale fatta di letture condivise, di sogni e ambizioni letterarie, rinsaldata nel tempo da una stima reciproca. Negli anni il campo degli scambi letterari si amplia e si fa più ravvicinato il rapporto interpersonale. Il dialogo, pur intermittente, si sostiene sempre su un rapporto di grande confidenza e di affettuosa sollecitudine da parte dell'amica scrittrice. Colpiscono la sincerità e la disponibilità comunicativa intrisa di complicità nuoresi e questo dà allo stile delle lettere un andamento più diretto, fuori dalle formule convenzionali. Grazia apprezza l'intelligenza e la cultura dell'amico, che ha avuto la fortuna di seguire un corso regolare di studi fino alla laurea in Lettere all'Università di Napoli, mentre la sua formazione letteraria è autodidatta. Pietro, dal canto suo legge e apprezza le opere di Grazia e ne segue con ammirazione il successo. Ma soprattutto Pietro tiene alla sua amicizia; con lei si confida con un atteggiamento ora di abbandono fiducioso ora di scontroso ritegno. Il carteggio si riferisce agli anni 1889-1905 densi di avvenimenti decisivi nella storia della scrittrice. In particolare il 1899 è l'anno che segna una svolta nel suo destino di donna: Grazia incontra a Cagliari Palmiro Madesani, suo futuro marito; nel 1900 lo sposa e si trasferisce a Roma. Ma né la distanza geografica né il passare del tempo incrinerà il rapporto con Pietro con il quale condivide i valori di una vita semplice e severa.
Lettere dal centro del mondo. 1951-1988 La Cava Mario Sciascia Leonardo - Rubbettino, 2012 - Carteggi
La fitta corrispondenza che impegna fra il 1951 e il 1988 Mario La Cava e Leonardo Sciascia introduce il lettore nel pieno della vita culturale della seconda metà del Novecento, rivelando i retroscena privati, le difficoltà, persino il freddo e la solitudine, che danno origine alle opere di due maestri del romanzo e del racconto europeo. La quasi quotidiana conversazione fra i due narratori si legge oggi come un dialogo sulle prove dirette dell'esistenza e sulla coerenza di scelte non facili, non arrendevoli, non di superficie, che assumono i connotati di una costante prospettiva etica posta alla base del lavoro della scrittura. Molte sono le somiglianze tra il più giovane scrittore siciliano e l'amico maestro calabrese sin dagli esordi: l'essenzialità dei mezzi economici, la spinta del viaggio faticoso e necessario per gli incontri che scongiurino il possibile isolamento in provincia, la pubblicazione dei propri libri in un contesto editoriale appropriato, nonché lo scambio puntuale di pareri, valutazioni, impressioni sulle letture e sulle fisionomie umane, confessioni familiari, e anche di desideri, aspettative, e progetti futuri. Questo singolare libro racconta dell'incontro fra due personalità esemplari, nell'intreccio fra due grandi opere narrative, accomunate da scelte di un linguaggio rigoroso ed essenziale, come raro punto di riferimento per il lettore d'oggi, e come approccio informato e guida alla riscoperta dei due grandi narratori.