Rubbettino Libri

Libri editi da Rubbettino pubblicati nella collana Centro Studi Economia Reale Economia internazionale

La parola ai numeri e l'effetto Draghi libro
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LIBRO   9788849853780

La parola ai numeri e l'effetto Draghi Baldassarri Mario   -  Rubbettino, 2018  -  Centro Studi Economia Reale

Questo quarto volume della collana "Centro studi economia reale" raccoglie le analisi e le previsioni presentate nei due workshop tenutisi in giugno e in novembre del 2017. La prima parte di analisi è dedicata ai "numeri" della XVII legislatura. Dal confronto dei dati ufficiali che i diversi governi hanno indicato nei documenti di economia e finanza risulta che le linee di politica economica non cambiamo sostanzialmente mai. Ma, se i governi cambiano e i "numeri" sono sempre gli stessi, allora chi scrive il Def? Si stima poi l'effetto "Draghi", mostrando che, senza la politica monetaria e valutaria della BCE, il tasso di crescita in Italia nel 2017 sarebbe stato al -0,3% invece che al +1,5%, avremmo avuto quasi 700 mila occupati in meno e la disoccupazione sarebbe rimasta al 14%. Il deficit pubblico sarebbe salito ad oltre 100 miliardi nel 2017 e al 2020 sarebbe esploso al 180% del PIL. Certamente, l'economia e la finanza pubblica italiane sarebbero state in qualche modo "commissariate" e costrette a drastiche manovre di riequilibrio finanziario che avrebbero ulteriormente aggravato la crisi reale e le condizioni occupazionali. Nella seconda parte del volume si presentano le previsioni sull'economia italiana per il periodo 2017-2020. Negli ultimi tre anni si sono disinnescate di anno in anno le previste clausole di salvaguardia per l'anno successivo aumentando il deficit pubblico (e questo è stato chiamato "flessibilità") e rinviando l'obiettivo di deficit zero. Si sono pertanto valutati gli effetti della Legge di bilancio 2018, tenendo però conto che restano in vigore le clausole di salvaguardia per il 2019 e 2020 per circa 30 miliardi di aumento di IVA e accise. In tal caso, la ripresa all'1,5% del 2017 sarebbe seguita da una crescita dell'1,3% nel 2018, ma poi si frenerebbe allo 0,7/0,6% nel biennio 2019/2020. Infine, si valutano i tempi di "uscita dalla crisi", cioè in quale anno il PIL e il tasso di disoccupazione potranno tornare ai livelli pre-crisi del 2007. Con questa timida ripresa, il PIL tornerebbe ai livelli pre-crisi nel 2024 e la disoccupazione attorno al 2028/2029. I nodi veri sono pertanto rinviati alla prossima XVIII legislatura e al prossimo governo, if any.

€ 18.00 € 17.10
Le radici europee della crisi europea, le radici italiane della crisi italiana. Scelte sbagliate in Europa, scelte mancate in Italia libro
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LIBRO   9788849850109

Le radici europee della crisi europea, le radici italiane della crisi italiana. Scelte sbagliate in Europa, scelte mancate in Italia Baldassarri M. (Cur.)   -  Rubbettino, 2017  -  Centro Studi Economia Reale

Questo terzo volume della Collana Centro Studi Economia Reale presenta una prima parte di Analisi e una seconda parte di Previsioni sull'economia mondiale, europea e italiana. La prima parte di Analisi è dedicata alle Radici europee della crisi europea. Sulla base di analisi econometriche controfattuali per il periodo 2002-2014 si dimostra che la crisi della Zona euro è totalmente dovuta agli errori "endogeni europei" commessi con politiche monetarie (con conseguenti effetti sul cambio dell'euro) attuate dalla BCE di Jean-Claude Trichet e con politiche di bilancio pubblico indotte dal Trattato di Maastricht e dal Fiscal Compact che si sono mostrate, teoricamente poco fondate ed empiricamente causa, esse stesse, della grave crisi economica, sociale e finanziaria europea. Si passa poi alla ricerca delle Radici italiane della crisi italiana, ponendo a confronto i documenti ufficiali a partire dal Dpef del Governo Pro-di/Padoa-Schioppa del 7 Luglio 2006 fino all'ultima Nota di Aggiornamento Def del 27 settembre 2016 del Governo Renzi/Padoan. Da questa analisi risulta che "i numeri sono sempre gli stessi" e poiché i numeri parlano da soli c'è da chiedersi: "chi scrive il Def? E chi lo firma, lo legge? E chi lo scrive, lo rilegge?". La parte di Previsioni riporta il quadro 2016-2020 per l'economia mondiale, europea ed italiana, che si è definito tra il dicembre 2015 e il giugno 2016. In questo quadro si vede che, per l'Italia, il 2015 segna l'anno di uscita dalla recessione ma si presenta un profilo di ripresa modesto e fragile. Pil e Disoccupazione tornerebbero ai livelli pre-crisi del 2007 attorno al 2027/2028. E allora, piuttosto "che dire", il nodo politico è "che fare"?

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Italia ed Europa: si riparte ma dove si viene e dove si va? Vent'anni prima del Covid, vent'anni dopo il Covid. Tre anni di riforme per recuperare il ventennio perduto libro
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LIBRO   9788849870794

Italia ed Europa: si riparte ma dove si viene e dove si va? Vent'anni prima del Covid, vent'anni dopo il Covid. Tre anni di riforme per recuperare il ventennio perduto Baldassarri Mario   -  Rubbettino, 2022  -  Centro Studi Economia Reale

Tra il 2000 ed il 2019, prima del Covid, l'Italia è stato l'unico Paese europeo che ha ridotto il proprio reddito reale per abitante: avevamo 27.327 euro nel 2000, abbiamo avuto 27.104 euro nel 2019. Nel 2022 anche l'Italia recupererà il pozzo del COVID 2020 ma, dopo il grande rimbalzo, avremo un Pil pro-capite di 27.433 euro che ci farà tornare al 2000. Venti anni fa però eravamo "sopra" la media europea del 20% e sopra la media dei Paesi Euro del 3%. Nel 2022 saremo "sotto" la media europea del 7% e "sotto" quella dei Paesi Euro del 15%. I fondi del PNRR sono determinanti per riprendere la crescita ma il loro effetto tenderà ad esaurirsi dopo il 2024. Con le Riforme Strutturali (riforma fiscale, pubblica amministrazione, giustizia e concorrenza) potremmo crescere attorno e sopra il 3%. Solo così potremmo tornare alla media europea nel 2032 ed a quella dei Paesi Euro, nel 2037. Abbiamo quindi tre anni di riforme da fare se vogliamo recuperare il ventennio Perduto. Nel mondo, da oltre venti anni, viviamo nella "globalizzazione" a fronte della quale non c'è un governo "globale". È urgente formulare, all'interno del G20, un "comitato esecutivo", un nuovo G8 che rappresenti e rispecchi la nuova mappa economica del mondo del XXI secolo. In questo contesto è necessaria ed urgente un'entità "politica" europea in grado di partecipare alla costruzione di un nuovo governo mondiale con le altre grandi aree del pianeta. Occorre allora pensare subito a rendere permanente il NGEU e a ridefinire i parametri di un nuovo Patto di Stabilità e Crescita.

€ 14.00 € 13.30