Rubbettino Libri

Libri editi da Rubbettino pubblicati nella collana Universita Mondo Antico

Pecunia sua. Munificenza privata ed utlità pubblica nelle città romane delle regiones IX ed XI libro
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LIBRO   9788849820447

Pecunia sua. Munificenza privata ed utlità pubblica nelle città romane delle regiones IX ed XI Zerbini Livio   -  Rubbettino, 2007  -  Università

Nel tessuto economico e sociale di una comunità antica la liberalitas, vale a dire la generosità da parte di privati verso la collettività, rappresentò un fenomeno di vasta portata, che ebbe una notevole incidenza sulla vita municipale. In tutte le città romane, dalle più grandi alle più piccole, sono documentate, soprattutto in età imperiale, numerose donazioni di ricchi benefattori, desiderosi di rendersi benemeriti presso i concittadini. Il libro si propone di esaminare l'incidenza dell'evergetismo privato a beneficio delle comunità delle regiones IX ed XI, delineando un quadro completo del ruolo da esso esercitato in una delle aree geografiche del mondo romano in cui le evergesie, sia per importanza sia per quantità, risultano più densamente diffuse e socialmente stratificate.

€ 12.00 € 11.40
L'immigrazione nell'antica Roma libro
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LIBRO   9788849844443

L'immigrazione nell'antica Roma Valditara Giuseppe   -  Rubbettino, 2015  -  Università

Roma antica è alle origini dell'Occidente, ma che cosa spiega il successo di una civiltà millenaria? Innanzitutto la consapevolezza di essere una civiltà. Roma era in primo luogo un'idea. Fondamentale era l'orgoglio di condividere quell'idea, di far parte di quella comunità. Roma nasce dalla fusione di popoli diversi. L'unità nella diversità è il sintagma che riassume al meglio questa condizione. Roma integra tutti e non conosce discriminazioni di razza né, almeno fino all'impero, di religione. Non era possibile tuttavia la doppia cittadinanza: o si stava da una parte dall'altra. L'identità romana è molto chiara e molto forte. Le espulsioni, a partire dal III secolo a.C, frequenti. migranti se non sono utili alle necessità dell'impero o se rischiano di turbare equilibri sociali o economici vengono respinti cacciati. La cittadinanza si revoca a chi non la merita. L'interesse della res publicae il principio cardine della politica romana in tema di immigrazione e di cittadinanza. Dice bene Elio Aristide: i romani sono l'unico fra popoli antichi ad avere una concezione aperta di cittadinanza, ma la cittadinanza è stata concessa solo a chi se la è meritata. Aurelio Vittore, africano, ma orgogliosamente romano, conclude: la crisi di Roma è colpa di quegli imperatori che hanno lasciato entrare chiunque, persone per bene e delinquenti, civilizzati e barbari, favorendo la decadenza e consentendo ai barbari di governarci.

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