Scienze E Lettere Libri
Libri editi da Scienze E Lettere pubblicati nella collana Fecit Te Italia Meridionale e Isole
Le anfore di Apani (Brindisi) Palazzo Paola - Scienze E Lettere, 2013 - Fecit Te
Il libro raccoglie in maniera complessiva i dati scaturiti dallo studio delle anfore commerciali di tipo vinario ed oleario, prodotte in età tardorepubblicana nell'insediamento artigianale di Apani, il più antico dei contesti produttivi nell'agro brindisino, segnalato sul finire dell'ottocento dall'arcidiacono Giovanni Tarantini e scoperto, nella metà degli anni sessanta del secolo scorso, da Benita Sciarra. Il lavoro sistematico ed analitico svolto su un campione ampio ed omogeneo di materiale proveniente da un unico ambito produttivo è stato impostato, con la guida di Daniele Manacorda, in occasione della tesi di laurea dell'autrice, raggiungendo l'obiettivo dell'individuazione tipologica delle anfore di Apani - riferimento essenziale per la complessiva produzione anforaria brindisina - attraverso la definizione del repertorio morfologico e l'edizione di un catalogo onomastico, ricavato sulla base dello studio delle migliaia di bolli impressi sulle anse dei contenitori.
La bottega del Pittore di Himera e le altre officine protosiceliote. Stile, iconografia, contesti, cronologia Serino Marco - Scienze E Lettere, 2019 - Fecit Te
La revisione effettuata sulla ceramica a figure rosse protosiceliota e l'analisi sistematica del materiale proveniente dagli scavi sul pianoro di Himera offrono un'importante occasione per mettere in pratica un approccio che potremmo definire di tipo "integrato", dove la tradizionale analisi stilistica si accompagna alle informazioni scaturite dallo studio attento delle iconografie, passando per un dettagliato esame della morfologia dei manufatti, fino ad arrivare all'analisi quantitativa e distributiva dell'intera produzione protosiceliota. Tali elementi, grazie ai quali l'autore tenta di offrire una visione globale di questa "fenomenologia artigianale", permettono così di ridefinire alcune questioni legate alle origini delle prime produzioni siceliote a figure rosse, oggetto ormai da decenni di stimolanti e controversi dibattiti. In particolare, il caso della bottega del Pittore di Himera costituisce un banco di prova estremamente adeguato per analizzare anche il rapporto tra produzione, contesto e mercato da una prospettiva che potremmo definire piuttosto "eccezionale" se si considera la provenienza dei numerosi esemplari figurati imeresi da un contesto abitativo, circostanza rara nei ritrovamenti di questa classe ceramica in Occidente.
Pressoi litici in Sardegna tra preistoria e tarda antichità Loi Cinzia - Scienze E Lettere, 2017 - Fecit Te
I pressoi litici costituiscono una parte fondamentale della filiera produttiva e un documento di estremo interesse da un punto di vista storico-archeologico. Considerati reperti meno nobili di altri, questi manufatti hanno goduto fino ad oggi nell'isola di scarso interesse presso gli studiosi. Inoltre gli esemplari giunti fino a noi, il più delle volte lacunosi e scollegati dal contesto di provenienza, pongono notevoli difficoltà di interpretazione tipologica e di datazione. Per tentare di fare chiarezza su questo argomento, è nata l'idea di allestire questo progetto di ricerca volto principalmente alla definizione di un repertorio tipologico-funzionale dei pressoi litici attraverso i metodi di indagine quali l'archeologia sperimentale, l'etnoarcheologia e l'archeologia della produzione in linea con l'approccio multidisciplinare proprio dell'Archeologia dei Paesaggi. Per quanto concerne i manufatti correlati alla produzione del vino, i cosiddetti palmenti, ne sono stati censiti 103 impianti rupestri fissi così ripartiti: 12 all'interno del territorio del Guilcer e 91 nel territorio del Barigadu; a ciò si aggiungano 53 vasche mobili pertinenti ad almeno altri 30 impianti. Per quanto riguarda la produzione dell'olio, i risultati della presente indagine ampliano notevolmente il panorama delle conoscenze sui metodi di produzione dell'olio nell'antichità. Tali metodologie sono testimoniate soprattutto dalla presenza delle cosiddette arae, basi in pietra per torchi del tipo a leva. Il rinvenimento di oltre 50 arae testimonia un'intensa attività produttiva destinata al mercato locale. Per quanto concerne la cronologia, è opportuno segnalare come gli indicatori della produzione siano molto diffusi in quei siti con frequentazione di lunga durata, dall'epoca nuragica all'età tardo-medievale.