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Libri editi da Se pubblicati nella collana Saggi E Documenti Del Novecento Musica: stili e generi
Il Signor Croche antidilettante Debussy Claude Cortese L. (Cur.) - Se , 2000 - Saggi E Documenti Del Novecento
"Un coraggio da autodidatta volontario ha obbligato Debussy a ripensare tutti gli aspetti della creazione musicale: così facendo provoca una rivoluzione profonda, se non sempre spettacolare: i due ritratti di Monsieur Croche ne fanno testimonianza: in nero: "Vi si saluta con sontuosi epiteti, e siete soltanto dei furbi! Qualcosa che sta fra la scimmia e il cameriere"; in bianco: "Bisogna cercare la disciplina nella libertà e non nelle formule di una filosofìa caduca e buona soltanto per i deboli". Colpa clamorosa agli occhi dei costruttori: nulla venne promulgato. Eppure ecco la chimera più fascinosa. Debussy rimane uno dei musicisti più isolati che siano mai esistiti: se la sua epoca lo forzò a trovare talora soluzioni sfuggenti, feline, con la sua esperienza incomunicabile e la sua riservatezza sontuosa, è l'unico musicista francese a essere universale, per lo meno nei secoli XIX e XX. Conserva un potere di seduzione misterioso, avvincente; la sua situazione, all'inizio del movimento contemporaneo, è di punta, ma solitaria. Mosso da "quel desiderio di andare sempre più lontano che gli fungeva da pane e da vino", ha negato in anticipo ogni tentativo di riferirsi all'ordine antico." (dallo scritto di Pierre Boulez)
Il signor Croche antidilettante Debussy Claude Cortese L. (Cur.) - Se, 2000 - Saggi E Documenti Del Novecento
Il signor Croche antidilettante - SE
Ravel Jankélévitch Vladimir - Se, 2023 - Saggi E Documenti Del Novecento
"Ravel è profondo proprio perché è superficiale: ed è il prototipo della profondità limpida, quella di Vermeer e di Terborch, che s'identifica completamente con la precisione, ed è il contrario della profondità dialettica. Profondo è il lago in cui s'immerge la meravigliosa Ondine, dice Roland-Manuel. Queste sono le apparenze che, oltre a mettere a nudo la falsa profondità, rivelano anche la profondità cristallina dell'ingenuità. [...] Ravel, l'artista più scaltro che mai sia esistito, fu anche la creatura più puerile che si possa immaginare, puerile come il principe Myskin di Dostoevskij; enigmatico, silenzioso e discreto come l'Incomprensibile di Musorgskij; anima credula "piccolina, magrolina", sembra sentirsi a suo agio soltanto in compagnia dei maggiolini, dei gatti e dei bambini. Anche Ravel è un piccolo usignolo, una "solovuska", come la vergine Fevronija. In mezzo a tutte le monellerie più o meno sospette del dopoguerra, in mezzo a tutte le forme concertate e preordinate dell'infantilismo moderno, Maurice Ravel rappresenta l'innocenza. La sua morte ha segnato la fine della nostra innocenza".