Sei Libri
Libri editi da Sei pubblicati nella collana Sestante Italia Settentrionale
Prossime uscite della collana Sestante
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788834358559 Generati dal futuro
Liberami dal male. Una famiglia di guaritori nelle campagne astigiane Berzano Luigi Loschi Chiara - Sei, 2013 - Sestante
I guaritori cosiddetti "tradizionali", dediti a forme di cura alternative alla medicina scientifica, hanno suscitato e continuano a suscitare molto interesse. Esistono diverse raccolte di interviste e antologie di racconti sul tema, spesso legate a una letteratura in riscoperta della cultura folkloristica locale. Il presente volume, dedicato all'attività dei componenti della famiglia Gerbi, guaritori "settimini" vissuti a Valleandona d'Asti fino alla morte dell'ultima componente nel 2010, rappresenta un'innovazione nella letteratura sul tema: all'approfondita analisi socio-antropologica della loro azione e dei loro poteri si affianca la ricchezza di materiale sulla domanda di chi aveva bisogno del loro intervento, affatto insolita in questa letteratura. Il lavoro riproduce infatti alcuni quaderni sui quali i devoti dei Gerbi annotavano le loro richieste, che potevano riguardare la salute, il lavoro, gli affari, ma anche l'equilibrio dei rapporti familiari e sociali. Nello stesso tempo l'analisi approfondisce la storia dei Gerbi, studiandone i gesti e i relativi resoconti che ne danno i devoti, e sottolineandone la capacità di porsi in dialogo sincrético e culturalmente creativo (mai sostitutivo) con le credenze cristiano-cattoliche e con le pratiche scientifiche.
Storia della colonna infame-Osservazioni sulla tortura Manzoni Alessandro Verri Pietro Jacomuzzi V. (Cur.) - Sei, 2011 - Sestante
Giugno 1630. Nella Milano sconvolta dall'epidemia di peste, si compie una tragedia privata nella tragedia pubblica: alcuni innocenti popolani vengono accusati di essere degli "untori" e di diffondere con delinquenziale malignità la mortale epidemia. A raccontarci la vicenda con genialità letteraria e intelligenza storica sono Alessandro Manzoni e Pietro Verri: un dramma in cui convergono con fatale gravità l'ignoranza dei tempi, la superstizione popolare, l'inettitudine delle istituzioni, la crudeltà dei costumi. A scolpire fino ai nostri giorni l'infamia esemplare dei fatti resta la lapide che riporta la sentenza di quel processo, e che ancora si può leggere nel cortile di Palazzo Sforzesco a Milano: "Qui dove sì apre questo spiazzo sorgeva un tempo la bottega di barbiere di Gian Giacomo Mora che, con la complicità di Guglielmo Piazza nell'infuriare più atroce della peste aspergendo di qua e di là unguenti mortali procurò atroce morte a molte persone. Entrambi giudicati nemici della patria il Senato decretò che issati su un carro e dapprima morsi con tenaglie roventi e amputati della mano destra avessero poi rotte le ossa con la ruota e intrecciati alla ruota fossero. Trascorse sei ore, scannati quindi inceneriti e le ceneri disperse nel fiume. A perenne memoria dei fatti lo stesso Senato comandò che questa casa, officina del delitto, venisse rasa al suolo e che si ergesse una colonna da chiamarsi infame." Premessa di Franzo Grande Stevens, intervento di Riccardo Noiry.