Sellerio Editore Palermo Libri
Libri editi da Sellerio Editore Palermo pubblicati nella collana Le Parole E Le Cose Filosofia: estetica
Addio all'estetica Schaeffer Jean-Marie - Sellerio Editore Palermo, 2002 - Le Parole E Le Cose
Gli anni recenti sono stati anni di rinascita delle riflessioni filosofiche consacrate all'estetica. La cosa più notevole è che questi dibattiti hanno trovato, almeno per il momento, un'eco pubblica al di là della sfera ristretta dei filosofi di professione, soprattutto in quell'ambiente che suole denominarsi il "mondo dell'arte" (delle arti plastiche). Da qui alla credenza che possa esistere e rinascere una dottrina estetica in se stessa, concepita come una teoria filosofica fondatrice del concetto di bello non resta che un passo, che certi filosofi hanno creduto di dover compiere. Questo testo ha come scopo quello di dimostrare l'arbitrarietà di questo passaggio. Jean-Marie Schaeffer è ricercatore di filosofia presso il CNRS di Parigi.
L'estetizzazione del mondo Lipovetsky Gilles - Sellerio Editore Palermo, 2017 - Le Parole E Le Cose
La tesi di questo saggio è sorprendente e provocatoria: la nostra epoca è quella del compimento di una estetizzazione del mondo; è addirittura possibile definire il sistema globale nel quale viviamo un «capitalismo artistico», quasi che alla fine si fosse realizzato l'antico ideale: «bisogna ammetterlo, il capitalismo ha creato un uomo estetico», vale a dire «un iperconsumatore che ha uno sguardo estetico e non utilitaristico sul mondo». Le avanguardie, la sperimentazione, le attività artistiche, diversamente che nel passato, sono oggi integrate nel sistema produttivo ed è il sistema produttivo stesso a moltiplicare gli stili. E così non perché il Bello sia offerto al «pubblico» quale semplice orpello pubblicitario, o a mo' di ornamento volto solamente a camuffare la pochezza intrinseca del prodotto. Ben oltre questo, il Bello è divenuto un vero e proprio fattore produttivo su cui impegnare capitali: «nessuna sfera è risparmiata dall'investimento estetico». Si è arrivati al presente stadio di estetizzazione del mondo attraversando un itinerario storico, che gli autori ricostruiscono in quattro tappe dall'antichità all'Ottocento, fino ad oggi. A ciascuna di esse è dedicata una analisi che individua per ogni epoca il tipico rapporto della società data con il Bello, con i fini estetici e la produzione estetica. Ma Gilles Lipovetsky e Jean Serroy, ben riconoscendo i contributi del capitalismo alla estetizzazione del mondo, non ne fanno un'esaltazione. Il loro saggio unisce economia, sociologia, antropologia dentro l'orizzonte di una tagliente critica sociale. Ed essa dimostra come questo capitalismo artistico possa essere una macchina che distrugge la sostanza umana della società, quanto da esso «la buona vita sia minacciata».
Filosofia dell'ornamento Buci-Glucksmann Christine - Sellerio Editore Palermo, 2010 - Le Parole E Le Cose
"È a Vienna che nacque la polemica che avrebbe aperto alla modernità. L'ornamento è un "crimine" come scriveva Adolf Loos, o uno "stile" come affermava l'Art Nouveau?". E rozza e barbara incompetenza realizzativa oppure è un'astrazione, "un bello libero" che fornisce il paradigma della creazione? Per l'autrice di questo libro che vuole "articolare momenti di vita e di pensiero", e dunque viaggia tra pensieri, opere, luoghi, città e arte, così parlando di filosofia dell'estetica in modo nuovo, un bilancio di tutti i dibattiti, che quell'alternativa ha suscitato, non soltanto dà torto a Loos. Oggi, che il presente l'ha del tutto riabilitato e l'ornamento "è diventato vita, ciò che è sempre stato fin dalle origini", si può meglio mettere in rapporto la modernità con i primi alfabeti plastici dell'uomo così come con le grandi culture e con gli stili di ornamento occidentali e non occidentali. Un ponte nel tempo e nello spazio che supera in tal modo il doppio pregiudizio che ha condannato per secoli l'ornamento: la sottomissione del bello al vero ontologico, e l'identificazione dell'ornamentale con l'esotico, con l'altro, il femminile, "l'orientale". Introduzione di Gianni Puglisi.