Solfanelli Libri
Libri editi da Solfanelli pubblicati nella collana I Diamanti STILE DI VITA, SPORT E TEMPO LIBERO
Prossime uscite della collana I Diamanti
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791224111252 Custodi dei silenzi
- 9791224111238 Umori
- 9791224111221 L'araba fenice
- 9791224111214 Solo un battito d'ala
- 9791224111191 Lettere al cielo
- 9791224111184 Nel cuore. Nell'anima
- 9791224111177 Scorci di memoria di un tempo a venire
- 9791224111061 Come i narcisi
- 9791224111054 In estate soffro
- 9791224111047 Emozioni smarrite
La Piazzaforte di Pescara. Tre secoli di storia della «Real Piazza di Pescara» dall'edificazione all'abbattimento Di Biase Licio - Solfanelli, 2020 - I Diamanti
La Piazzaforte ha sempre esercitato il suo fascino sui pescaresi. Recentemente, i resti del Bastione S. Vitale sono emersi alla luce, un pezzo del baluardo spagnolo da toccare e vedere per rendersi contro di quale dovesse essere stata la sua maestosità. Per tre secoli questa struttura militare difensiva a nord del Regno di Napoli caratterizzò un vasto territorio, determinandone dinamiche e sviluppi. Da uno dei Bastioni della Piazzaforte, e precisamente da quello di S. Cristoforo o Bandiera o del Telegrafo, Vittorio Emanuele II pronunciò l'ormai famosa e memorabile frase che iniziava con "Oh, che bel sito...". Era il 17 ottobre 1860. A quel giorno si ritiene appartenga la prima idea della demolizione, anche se i misteri sulle dinamiche di realizzazione e abbattimento non sono state sempre ben delineate nei numerosi documenti storici degli ultimi anni. Da qui l'esigenza di andare oltre le informazioni fin qui acquisite alla luce del rinvenimento di altre notizie, fino ai recenti rinvenimenti dei resti dei bastioni di nordovest, che ci aiutano ad approfondire la conoscenza di questa nostra piccola città, crocevia da almeno due millenni tra nord e sud, est e ovest.
Montagne magiche Pesci Eugenio - Solfanelli, 2021 - I Diamanti
"Irrazionalismo, esoterismo e tardo romanticismo nella cultura alpinistica italiana della prima metà del Novecento: Evola, Rudatis, Zapparoli". Le montagne hanno rappresentato, sin dai tempi di Omero, un elemento fondamentale entro la percezione della natura sviluppata dalla cultura occidentale. Osservate con estrema attenzione e raffigurate da Leonardo da Vinci, studiate nella loro misteriosa mineralità da Goethe, esse sono sempre state legate ad una dimensione simbolica e non di rado mitico-magica. La nascita dell'alpinismo, con la corsa alla conquista delle vette, sembra aver dato spazio ad un approccio differente, legato all'affermazione dell'individuo e, oggi, evidentemente proiettato verso gli aspetti sportivi. Ma, nella cultura mitteleuropea, fra il 1890 e il 1940, si sviluppa una forte reazione culturale ad ogni forma di razionalismo borghese e, nel caso dell'alpinismo, tale reazione attinge a piene mani dalle tradizioni esoteriche, secondo i canoni complessi e sfuggenti dell'irrazionalismo filosofico, del simbolismo ermetico, del magismo e del tardo romanticismo. Questo libro, forse per la prima volta, cerca di approfondire, - in particolare attraverso tre celebri figure dell'alpinismo e della cultura dell'epoca, Julius Evola, Domenico Rudatis ed Ettore Zapparoli - l'acquisizione delle principali tematiche esoteriche entro la concezione della montagna e dell'alpinismo propria di una parte importante della cultura italiana del primo novecento.
Pacentro e i longobardi in Abruzzo. Alle origini della Corsa degli Zingari Staffa Andrea R. - Solfanelli, 2019 - I Diamanti
Partendo da uno studio presentato all'VIII Congresso di Archeologia Medievale (Matera 2018), il volume propone una ricostruzione dell'assetto tardoantico dell'intera Valle Peligna. A fine VI secolo uno stanziamento nella zona dei Longobardi invasori era stato posto a Pacentro, a difesa degli itinerari che conducevano a Benevento, sede del nuovo omonimo ducato longobardo. Le vicende sono documentate da un'ampia rassegna di testimonianze archeologiche, topografiche e toponomastiche a cui si legano i due luoghi di culto di S. Angelo dei Placunti e S. Angelo in Vetuli. Ricollegando le loro vicende ad altri singolari riti dei Longobardi del sud - l'albero sacro abbattuto da S. Barbato a Benevento, la tradizione agiografica di S. Panfilo, la persistenza nell'Abruzzo medievale delle tradizioni dell'albero sacro e dell'omaggio con fuochi all'antica divinità germanica della luce - l'autore giunge a riconoscere nella plurisecolare tradizione della Corsa degli Zingari la persistenza di un antichissimo rito di passaggio degli adolescenti risalente alle cruciali vicende altomedievali di questo territorio.