Solfanelli Libri
Libri editi da Solfanelli pubblicati nella collana Saperi Biografie: personaggi storici, politici e militari
Giuseppe Bottai Vassallo Piero - Solfanelli, 2014 - Saperi
In un'epoca segnata dalla depravazione della politica moderna e dalla inarrestabile baldoria degli usurai, la riforma corporativa dello Stato, elaborata nella Normale di Pisa, offre un termine di paragone utile agli studiosi seriamente impegnati nella ricerca di una via d'uscita dall'angoscioso/soffocante tunnel mondialista. Di qui la proposta di riabilitare il pensiero di Giuseppe Bottai, il politologo, che aveva svelato le ragioni del primato del cattolicesimo nell'esperienza fascista. Negli anni Cinquanta, Bottai avrebbe potuto dare un senso al partito post-fascista, sottraendolo alla solitudine sognante un'anacronistica alternativa di sistema, prima di adeguarlo al compito di riformare la democrazia liberale.
Massimo d'Azeglio. Il sogno di una Italia diversa Pinto Paolo - Solfanelli, 2011 - Saperi
Massimo d'Azeglio, aristocratico torinese, presidente del Consiglio del Regno di Sardegna, prima dell'avvento del conte di Cavour; pittore di successo, cui si deve la creazione di quadri in cui il disegno del paesaggio si accompagna alla ricostruzione di episodi esemplari e di figure significative; letterato e scrittore, autore di fortunati romanzi storici, e autore soprattutto di uno dei libri più affascinanti dell'Ottocento, "I miei ricordi", è oggi ricordato distrattamente, a dispetto della sua importanza storica e della sua attualità politica. Il profilo di Paolo Pinto vuole per l'appunto rimediare a questo deficit di informazione, nella consapevolezza che la vita dell'Azeglio, al di là della piacevolezza degli eventi narrati, possa contribuire alla ricostruzione morale dell'Italia e degli italiani di cui oggi si avverte un gran bisogno.
D'Annunzio e il prefetto sbagliato. Il «caso» di Enrico Grassi Statella Morghen Ruggero - Solfanelli, 2018 - Saperi
Nella galleria dei personaggi "dannunziani" operanti sul Garda un posto di rilievo spetta certamente al conte Enrico Grassi Statella. Distintosi come combattente nella Grande Guerra, il capitano d'artiglieria Grassi, fascista della prima ora, martinista e massone, fu seguace ed intimo di d'Annunzio, al quale rese vari servizi. Il Vate lo disse "devoto a me e alla mia Causa ideale". De Felice e Mariano, in sede di commento al carteggio d'Annunzio-Mussolini, lo definiscono un "velleitario delle lettere italiane". Qui si ricordano e riportano alcuni dei suoi numerosi scritti. Il 24 giugno 1929, dopo vari appelli a Mussolini, fu nominato prefetto a Taranto, dove combatté l'antico costume popolare della "scesa". Perse però ben presto la prefettura. Il Duce, infatti, lo fulminò con un telegramma: "Ritenetevi nominato Prefetto per errore". Da quel momento d'Annunzio non lo volle più sentire né vedere, nonostante i suoi molti tentativi di rinnovare l'antico legame.