Sonda Libri

Libri editi da Sonda pubblicati nella collana Luoghi Non Comuni Friuli Venezia Giulia

LIBRO   9788871066974

Triestini. Guida ai migliori difetti e alle peggiori virtù Cosmetico Lucia  Mitri Claudia   -  Sonda, 2013  -  Luoghi Non Comuni

Trieste è una città piena di contrasti, caratterizzata da una storia complessa. Come complessi sono i suoi abitanti. Trieste sta cambiando. I triestini no. O forse sì. Magari a loro insaputa. Perché costretti dalla storia, dalle circostanze e dalla geografia, che li colloca nel punto più nordorientale dell'Italia, proprio al confine con la ex Jugoslavia, oggi Repubblica di Slovenia. Ma in loro alberga sempre quel fiero "triestin pride", "perché la sa, come Trieste no xe nisun posto", e una loro frequente affermazione è: "Mi son triestin patoco". Ovvero "Io sono un autentico triestino", un nostrano Doc, la cui autenticità risiede più in una serie di peculiari atteggiamenti mentali che nella purezza delle sue origini. Primo fra tutti, la regola del "nosepol", "non si può". Cosa non si può? Tutto. Punto e basta. I triestini sono affetti da mal d'Austria, con un autentico culto per l'imperatrice Maria Teresa; fanno i "mona" (finti tonti) spesso per "non pagar el ciazio"; provano una naturale avversione per il lavoro e un altrettanto naturale amore per la libertà di costumi, metaforica e non solo, che sfocia nel passatempo per eccellenza: il bagno in mare (più semplicemente, bagno). Trieste, città della scienza; Trieste, amata e vissuta da Svevo, Saba, Joyce; Trieste, spazzata dalla bora: a tutti coloro che di Trieste e della triestinità ancora non riescono a capire tante cose, e mai forse le capiranno, è dedicata questa guida.

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LIBRO   9788871067384

Friulani. Guida ai migliori difetti e alle peggiori virtù Viezzi Paola   -  Sonda, 2014  -  Luoghi Non Comuni

Friulano, questo sconosciuto. Comparsa o protagonista incompreso della storia, se ne sta in quell'angolo d'Italia in fondo a destra dove ci si reca solo quando si ha bisogno... di voti, dice lui. Il suo fascino nasce da silenzi alla Humphrey Bogart e grandi gesta alla John Wayne, con un tocco di originalità alla Tina Modotti. La sua passione è la Picjule Patrie (Piccola Patria), la terra che protegge e coltiva, anche in senso agricolo, con devozione e impegno. Il suo matrimonio preferito è con l'Austria, il suo divorzio ideale con Roma. Come diceva Ippolito Nievo, la Picjule Patrie è un "piccolo compendio dell'universo" in cui vari elementi vanno a formare la vita. C'è l'acqua del fiume (ma quale fiume?) che separa ciò che è friulano da ciò che non lo è. C'è il fuoco del fogolâr con cui si prepara la polenta per il frico e si riuniscono i piccoli compatrioti emigrati. C'è la zolla di terra che nutre la vite e genera il tajùt di vin, brindisi alle poche gioie della vita e solvente per i tanti dolori. C'è un'aria speciale che addolcisce i prosciutti e richiama popolazioni di farfalle e uccelli. C'è anche altro da sapere. Il friulano ha una malattia cronica ereditaria, il mal dal modòn, la cui febbre cala solo quando la casa cresce. Si consola con l'Udinese, squadra che segue ovunque come un soldato disciplinato il proprio comandante. Comunica grazie alla marilenghe insegnata sin dalla scuola dell'infanzia e poi trascurata a favore dell'inglese. Ha una valigia sempre pronta...

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