Timia Libri
Libri editi da Timia pubblicati nella collana Eutopia Singoli architetti e studi di architettura
Vittorio Giorgini. Morfologia, topologia, spaziologia. Uno spazio altro. Ediz. a colori Del Francia M. (Cur.) - Timía, 2021 - Eutopia
Il volume raccoglie, sotto la guida di Marco Del Francia, non solo gli scritti a Giorgini a lui dedicati da amici e critici, ma quelle opere e disegni in cui il nostro autore introduce almeno sei procedure del suo operare. Tra queste modalità espressive, l'utopia si presenta come uno sfondo ideale: il destino ineluttabile, la finalità sottesa di ogni processo creativo, il suo fine ma anche il suo mezzo. O come ci ricorda Marco Del Francia sulla scorta di Foucault: l'Utopia come qualcosa che non si vede, ma c'è. E che fa dire a Vittorio Giorgini: «noi faremo quello che nessuno penserà mai".
Luigi Vietti. Osteopaese Sèstito M. (Cur.) - Timía, 2021 - Eutopia
Che il corpo intero abbia suggerito, nel corso dei secoli, modi e comportamenti serviti a decodificare, promuovere o realizzare architetture, è cosa piuttosto evidente. Così come evidente è immaginare che singole parti del corpo possano aver suggerito porzioni di architetture o inverarsi, con la loro interezza, nel corpo architettonico, soprattutto se si scorge il vasto complesso della e delle storie dell'architettura. Più raro, però, risulta essere il ricorso alla metafora ossea o meglio all'osteologia, per dedurre opere d'architettura che ad essa si associano. Gioco, ironia e gusto surrealista sembrano percorrere invece le immagini dell'Osteopaese di Luigi Vietti, realizzate tra il 1966 e il 1977. Attraverso gli scritti degli autori invitati, Paola Veronica Dell'Aira ed Enrico Prandi e di chi scrive abbiamo ripercorso, con i progetti, la figura e la statura di Vietti delineandone un lato meno consueto, dove emerge un architetto sperimentatore di forme e temi.
Metropoli + Mythopoli. Ediz. illustrata England Richard - Timía, 2020 - Eutopia
"Le utopie che ci regala in questo contesto Richard England, con le sue città speculari e avvolgenti, tradiscono una sua necessità figurativa, rappresentare l'irrappresentabile con ogni mezzo. Ecco apparire frammenti o interi nuclei urbani come cervelli, spire avvolgenti di contesti e prospettive allusive, ove non solo i riferimenti sono reali, ma dove gli stessi paesi, paesaggi e vedute alludono ad un mondo incerto fatto di quiete e di pacificazioni. E se molti disegni assumono un andamento avvolgente è solo per richiamarci con lui in questo spazio sacrale come cittadini saggi e frequentatori di scampoli urbani rievocanti paesaggi, a volte, medioevali. C'è in questo turbinio di vedute un qualcosa di ancestrale, come se i flussi del mondo, venti, correnti, e tumultuosi sommovimenti si dessero convegno nella mente dell'autore che li traduce in segni, stilemi, grafemi che hanno tutto il sapore di elettrificanti nostalgie: del passato e del presente. Interrotti, questi avvolgimenti, solo dalla dimensione del foglio che, naturalmente, restringe il campo d'azione allargandone però l'immaginifico. Le Utopie proposte hanno qualcosa di domestico e di gaio; superano il conformismo delle antiche utopie che si volevano predittive, a volte esse stesse autoritarie, per porsi con sincerità come programmi per un divenire felice." (Marcello Sestito)