Treccani Libri
Libri editi da Treccani pubblicati nella collana Visioni ARTI
La canzone italiana. Storia, storie, protagonisti Liperi Felice - Treccani, 2025 - Visioni
Come e quando è nata la canzone italiana? E quali erano inizialmente le sue caratteristiche? Come si è evoluta nel corso dei secoli? Quali sono stati e sono oggi i suoi protagonisti? E quale futuro si intravede all'orizzonte? Si srotola in queste pagine il racconto di un'avventura che non smette di entusiasmare: quella della più "leggera" e popolare delle nostre arti nazionali. Un percorso che, partendo dalle nostre lontanissime radici canore e disegnando una lunga serie di ritratti dei tanti volti del mondo musicale italiano, ci conduce attraverso le nostre emozioni e i nostri ricordi, le memorie tramandate e le esperienze vissute. Dalla romanza alla canzone, dai canti sociali e patriottici alla canzone napoletana, dai caffè concerto ai varietà, dal ruolo della radio ai tempi del fascismo alle influenze americane e alle grandi orchestre, dalle melodie del dopoguerra alla rivoluzione degli anni Sessanta-Settanta e all'affermazione delle grandi scuole cantautorali, dalle dinamiche del mercato discografico alla nascita dello star system, dal rock al pop, al folk, fin ai linguaggi musicali oggi imperanti, come il rap e la trap, il viaggio è lungo e appassionante. E giungendo agli inevitabili cambiamenti apportati dalla Rete, dalla pratica ormai consolidata del download, dalla nascita delle grandi piattaforme di distribuzione, dall'esplosione delle nuove tecnologie, dalle strategie promozionali dei talent, permette a ognuno di noi di ripercorrere la storia della società italiana e di rivivere la propria.
Autoritratto. Storia e tecnologia dell'immagine di sé dall'antichità al sellfie Giannachi Gabriella - Treccani, 2023 - Visioni
L'autoritratto, genere molto antico, è percezione di sé e allo stesso tempo forma di comunicazione. Non include solo l'artista e lo spettatore, ma anche l'ambiente in cui viene realizzato. Attingendo dalla storia dell'arte, dagli studi sulla performance, dagli studi culturali, dalla cultura visiva, dalla teoria dei nuovi media, dalla filosofia, dalla psicologia, dagli studi di genere, dall'informatica e dalle neuroscienze, questo libro marcatamente interdisciplinare ne ripercorre l'evoluzione storica, illustrando come gli artisti, al fine di cogliere il proprio aspetto e costruire la propria identità, lo abbiano continuamente rivisitato avvalendosi di diverse tecnologie, abbinate a strategie teatrali e performative. Pratiche, lavorazioni, strumenti, specchi, scalpelli, trapani, macchine fotografiche, smartphone, video, realtà virtuale e social media sono stati utilizzati per creare e offrire una rappresentazione sempre più fluida, multipla e "sociale", che ha influenzato anche la nostra interpretazione del "sé". In questo senso, l'autoritratto, costruito sia in funzione sia per mezzo della presenza effettiva o implicita di un altro, non è solo una questione di autorappresentazione, ma anche di previsione della sua ricezione (basti pensare al selfie). L'indagine dell'autrice si chiude con un invito a riflettere sulle strategie che potrebbero essere adottate in futuro per approfondire in modo più inclusivo ed ecologico il concetto e la pratica del sé.
Progettare il disordine. Idee per la città del XXI secolo Sendra Pablo Sennett Richard - Treccani, 2022 - Visioni
Urbanisti, privatizzazioni e sistemi di sorveglianza stanno assediando gli spazi pubblici urbani. Le nostre strade stanno diventando sempre più simili tra loro mentre la vita, il carattere e la diversità vengono espulsi dalle città. Che fare? È possibile concepire la sfera pubblica come uno spazio flessibile che si adatta ai tempi? Si può progettare il disordine. Cinquant'anni fa Richard Sennett scrisse la sua opera rivoluzionaria, Usi del disordine, in cui sosteneva che l'ideale di una città pianificata e ordinata fosse imperfetto, producendo un ambiente urbano fragile e restrittivo. Oggi torna sulla stessa idea e, insieme all'attivista e architetto Pablo Sendra, immagina il design e l'etica della "città aperta", alternativa: una proposta provocatoria per una riorganizzazione del modo in cui pensiamo e progettiamo la vita nei contesti urbani. Quelle che gli autori chiamano "infrastrutture per il disordine" combinano architettura, politica, urbanistica e attivismo al fine di creare luoghi che alimentano piuttosto che soffocare, uniscono piuttosto che dividere, sono disposti al cambiamento piuttosto che bloccati nell'immobilismo. Questo testo è un manifesto radicale e trasformativo per il futuro delle città del XXI secolo.