Tullio Pironti Libri
Libri editi da Tullio Pironti pubblicati nella collana Saggistica Industria e studi industriali
Prossime uscite della collana Saggistica
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791282493062 Il femminismo è per tutti. Una politica appassionata. Nuova ediz.
- 9791282493055 Jin Jiyan Azadi. Vol. 2: Autonomia e organizzazione delle donne
- 9791282493048 Jin Jiyan Azadi. La rivoluzione delle donne in Kurdistan. Vol. 1
- 9791282493031 Dieci miti su Israele
- 9791281300033 Mitologie felici. Vol. 2
- 9791259871664 Giorgio Faletti e la riscoperta del noir in Italia
- 9791255994886 Il testamento dell'anima
- 9791254782637 Rudolf Steiner
- 9788899156244 Interventi psico-sociali contro il bullismo
- 9788898827336 Idioti dell'orrore. Indagine su stragisti di massa e subculture digitali
La UIL trentina. Il sindacato dei cittadini Pisasale Giuseppe - Tullio Pironti, 2013 - Saggistica
Con il suo libro Pisasale colma una grande lacuna. Mi spiego. La storia sindacale così come la conosciamo coincide con quella dei grandi leader sindacali. Gli avvenimenti sono quasi sempre quelli nazionali. Gli episodi, le lotte, le vittorie, le sconfitte, sono collocati a Roma o nelle grandi città come Milano, Torino, Genova. Pisasale ci parla invece della Uil di Trento. Descrive com'è nata, come si è sviluppata, com'è oggi. [...] Si intrecciano e si sovrappongono, attraverso la storia dei militanti della Uil, ideali, sentimenti, paure, sogni, aspirazioni, illusioni e delusioni. Pisasale scrive pagine toccanti. Racconta con uno stile sobrio, senza retorica, senza enfasi, con un ritmo incalzante. Si avverte un forte pathos. La storia della Uil, dei suoi uomini, delle sue donne, è raccontata con un tono e un linguaggio che convincono, anzi avvincono". Dalla Presentazione di Giorgio Benvenuto. Prefazione di Luigi Blanco.
Una quotidiana dedizione al futuro. Nuove sfide per il sindacato riformatore Proietti Domenico - Tullio Pironti, 2014 - Saggistica
La crisi economica con cui l'Italia è ancora alle prese impone al sindacato di rispondere a problemi e temi nuovi. Il sindacato riformatore, secondo la tesi dell'autore, deve affrontare in particolare tre sfide. La sfida per un nuovo welfare efficace, efficiente e realmente includente di tutte le generazioni. Un sistema basato sempre più su due pilastri, pubblico e complementare, che rafforzi e tuteli la previdenza pubblica sottoposta in questi anni a giganteschi prelievi di risorse e che sviluppi la previdenza completare e sanitaria, strutture che in questi anni hanno dato buona prova di sé. La sfida per un nuovo fisco, fondato su un robusto taglio delle tasse a lavoratori, pensionati e imprese, unica via per far tornare a crescere l'economia italiana con benefici per il sistema produttivo e per riassorbire i drammatici livelli di disoccupazione attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro. Un sistema fiscale equo che sappia meglio distribuire la ricchezza tra i cittadini è condizione decisiva per la crescita economica e sociale. La sfida per una nuova politica, finalmente, bonificata dagli sprechi, dagli eccessivi costi, e che restituisca capacità di governo alle istituzioni attraverso una loro riorganizzazione e riduzione. Dalla buona politica passa la tutela dei diritti dei più deboli e il sindacato, da posizione di indipendenza, deve dare un forte contributo per affermare una politica nuova. Introduzione di Mimmo Carrieri.
L'ultimo contratto. Diario metalmeccanico Di Mario Antonello - Tullio Pironti, 2017 - Saggistica
Un contratto realizzato tutti insieme ha senza dubbio una valenza politica superiore a quella dei contratti precedenti. È ciò che è accaduto ¡1 26 novembre 2016 in Confindustria, a Roma, tra Flm, Fiom, Uilm e Feder-meccanica-Assistal. Il biennio economico del 3 luglio 2001 e quello normativo del 7 maggio 2003 furono firmati solo da Firn e Uilm, insieme a Federmeccanica e Assistal, senza la Fiom. Iniziò una fase di divisioni tra i lavoratori nelle fabbriche, ma anche nell'opinione pubblica, e con reciproche accuse sui giornali. Si doveva stare per ore al telefono col proposito di spiegare ai cronisti, che dovevano pubblicare il giorno dopo un "pezzo", le ragioni di una parte rispetto all'altra. La situazione si ricompose tra le tre sigle sindacali solo tre anni dopo, quando furono firmati unitariamente i rinnovi contrattuali di categoria del 19 gennaio 2006 e del 20 gennaio del 2008. In seguito tra i metalmeccanici si ripresentarono le avversità. Flm e Uilm firmarono le intese contrattuali del 16 ottobre 2009 e del 5 dicembre 2012; la Fiom no. Il 26 novembre 2016 è avvenuta l'ufficiale ricomposizione in ambito sindacale, con la sigla apposta da tutti e tre i sindacati sull'ultimo contratto di categoria. Molto è cambiato nel mondo dei metalmeccanici negli ultimi tre lustri. Ma il cambiamento è stato ancora più evidente rispetto a quanto accaduto negli anni Settanta. A quei tempi il movimento sindacale ebbe diversi meriti, come il superamento di divisioni pregresse e la nascita di nuovi movimenti di partecipazione e di decisione, dalle assemblee di fabbrica al sindacato dei consigli. Nel 1971 i sindacati metalmeccanici diedero vita alla Flm, la rappresentanza unitaria della categoria, mentre da parte imprenditoriale venne costituita Federmeccanica. Il contratto dei metalmeccanici, rinnovato nell'aprile del 1973, dopo sei mesi di trattative e 140 ore di sciopero pro-capite dichiarate, pose al centro dell'intesa l'inquadramento professionale e le 150 ore di permesso retribuito per il diritto allo studio, un fatto di assoluto rilievo per l'epoca. Dopo il riconoscimento legislativo dello Statuto dei Lavoratori, avvenuto quattro anni prima, ancora una volta l'operaio veniva inquadrato essenzialmente come persona e come cittadino sul luogo di lavoro. In quegli anni, caratterizzati dalla crisi petrolifera, nella fabbrica si determinò un'ampia concezione dei diritti che coinvolse anche realtà sociali e istituzionali.