Unicopli Libri
Libri editi da Unicopli pubblicati nella collana Lo Scudo Di Achille ARTI
Il cinema arte dei corpi Brignoli Francesca Veronesi Micaela - Unicopli, 2019 - Lo Scudo Di Achille
Fra tutti i corpi visibili sugli schermi, quello di Marilyn è certamente uno dei più carichi di significati. Esso infatti non è stato solo oggetto di visione, ma interprete primo d'una femminilità complessa e conturbante, che ha segnato l'immaginario al punto da diventare mito, oggi ancor vivo. Un corpo interpretato e non solo esposto dunque, che ha dato forma a una fra le categorie centrali della sensibilità contemporanea. Questo volume indaga il rapporto tra corpo e cinema quale luogo privilegiato della rappresentatività dei corpi ed espressione, tecnologica e artistica, dell'interazione fra corpi e mondo. Due i sentieri verso il tema: Atlante è dedicato all'attore, centro della costruzione filmica, che con la sua carica originale epidermica e fotogenica fa scaturire con il corpo una percezione ulteriore; Anatomie vede l'affondo in film che espongono in maniera speciale dettagli di corpo, anzi, film costruiti in maniera inequivocabile amplificando particolari anatomici di grande forza costruttiva, in alcuni casi mitopoietici.
Italia desnuda. Percorsi di resistenza nel Paese del cemento Vallerani Francesco - Unicopli, 2013 - Lo Scudo Di Achille
Che cos'è la bellezza, e cosa vale? Un semplice orpello, un dettaglio secondario sacrificabile sull'altare della crescita meramente quantitativa d'una presunta ricchezza che non si gode mai o il fattore costitutivo di qualsiasi possibile felicità? In che misura contribuisce al nostro equilibrio interiore lo sguardo su un ambiente non già miticamente "naturale", ma antropizzato a misura d'uomo? E quanto dista l'autentico benessere da un benavere oggi riproposto come meta totalizzante nell'attesa di un Godot che lo pensano ormai in molti - non arriverà più? Queste domande possono trovare risposta guardando alle vicende dei paesaggi, il cui vistoso degrado è segno eloquente del fallimento d'una visione del mondo dominata dalla banalità dell'utile, non più in grado di elaborare utopie per più durature e appaganti sopravvivenze.