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Libri editi da Utet pubblicati nella collana Utet Filosofia
Logica dei paradossi. Esercizi di ginnastica filosofica ai confini del pensabile Bencivenga Ermanno - Utet, 2022 - Utet
Nel 1947 Kurt Gödel, sotto gli occhi dell'amico Albert Einstein, entrò in una pericolosa discussione con il giudice che doveva accordargli la sospirata cittadinanza statunitense. Gödel era infatti convinto che la Costituzione degli Stati Uniti, faro della democrazia, celasse in sé il germe della dittatura nell'articolo v, che regola gli emendamenti alla costituzione stessa. Giocando sul principio dell'autoreferenzialità, Gödel sosteneva che, permettendo di fatto la modifica di articoli che si presumevano immodificabili, la costituzione made in USA aprisse la strada a una possibile evoluzione antidemocratica. Al più grande logico moderno non era sfuggita, nascosta tra le righe, l'ombra del celebre paradosso del mentitore, il granello di caos che rischia di inceppare l'intero meccanismo logico delle regole. Questo, come molti altri paradossi, sembra all'apparenza quanto di più antilogico ci possa essere, la negazione stessa del ragionamento lineare. Eppure un tale scarto filosofico è la perfetta rappresentazione della ginnastica mentale che occorre per allenare la mente nella palestra della logica. Partendo da esempi concreti tratti dalla storia e dall'esperienza comune, con incursioni nell'arte, nel calcio e nella letteratura, Ermanno Bencivenga traccia un'insolita storia del pensiero attraverso i suoi inciampi, mostrandoci come i paradossi non siano uno scherzo linguistico, ma lo strumento fondante del ragionamento. In Logica dei paradossi il filosofo mette spericolatamente insieme Zenone e Kant, gli Eagles e Sartre, Locke e le barzellette su Pierino, Spinoza e i koan zen, Wittgenstein e il poker, mostrandoci come ogni occasione comune sia buona per aggiungere un tassello alla storia del pensiero, ma anche come il più piccolo esercizio mentale possa essere veicolo di complessità. Perché trovare la soluzione logica a un problema apparentemente insolubile ci permette di spostare ogni volta più in là il confine del pensabile.
Socrate innamorato. La giovinezza perduta del padre della filosofia occidentale D'angour Armand - Utet, 2020 - Utet
«Conosci te stesso» recita l'iscrizione all'entrata del tempio di Apollo a Delfi. E forse, quando Socrate si recò in visita all'oracolo, riconobbe in quella frase la voce di un demone interiore, che lo invitava a sondare i propri limiti per poi metterli alla prova nella vita pubblica. Infatti, che fosse ospite di simposi nelle case ateniesi più altolocate o a passeggio nell'agorà, Platone e Senofonte ce lo raccontano spesso sprofondato in uno stato di trance introspettiva. Da lì era però sempre pronto a innescare, candido e insieme sornione, le discussioni più serrate, inanellando una dopo l'altra domande, aporie e contraddizioni senza risparmiare nessuno, tantomeno i numerosi rivali che avrebbero poi avuto modo di vendicarsi con l'ausilio della famigerata pozione di cicuta. Per ironia del destino, se siamo abbastanza informati sulle circostanze della morte, sulla vita del padre del pensiero occidentale sappiamo invece ben poco. Non avendo lasciato nessuna opera scritta, il Socrate che tipicamente ci immaginiamo è un anziano ed eccentrico signore dai lineamenti faunini, presentato ora nella variante di maestro carismatico per i dialoghi platonici, ora di cialtrone mistificatore per le commedie di Aristofane. Rileggendo le fonti della tradizione alla luce di altri testi dimenticati e trascurati, il grecista Armand D'Angour ci porta indietro nel tempo e nello spazio, fino ai piedi dell'acropoli di Atene nel suo momento di massima fioritura. Tra le strade di questa mitica città, mai così vivida, incontreremo finalmente e per la prima volta il giovane Socrate: irresistibile scavezzacollo restio a proseguire l'arte paterna di scalpellino, cultore di musica in viaggio a Samo con l'insegnante Archelao, agile lottatore ed eroe di guerra che nella battaglia di Potidea porta in salvo l'amato Alcibiade. Ma non è tutto: una scia di indizi conduce D'Angour a scoprire persino uno spiazzante Socrate innamorato di Aspasia di Mileto, futura compagna di Pericle, dietro cui potrebbe nascondersi Diotima, la fascinosa etera del Simposio, «maestra di cose d'amore» e ispiratrice dell'amore più grande, la philosophia.
Pensieri Pascal Blaise Nacci B. (Cur.) - Utet, 2021 - Utet
Frutto di una tormentata riflessione che ha occupato interamente gli ultimi anni di vita di Pascal, i "Pensieri" sono anzitutto l'espressione dello smarrimento di un'anima geniale. Mosso dalla smania quasi febbrile di scrivere una monumentale Apologia del Cristianesimo, il filosofo francese rivela in quest'opera la sua verità di uomo ancor prima di vestire i panni del pensatore. Come scrive il curatore Bruno Nacci nell'introduzione, "sbaglia chi legge queste pagine con la volontà di ritrovarvi un pensiero unico, una indefettibile e monotona litania di luoghi 'pascaliani'. Quest'opera sconcertante è viva solo perché in essa Pascal è sceso intero, senza alcuna preoccupazione di lasciare un'immagine pacificata di se stesso". Non è un caso che la sua immersione tra i dubbi della mente, la sua ricerca teologica di un'obiettività di fede contro ogni facile razionalismo, il suo voltare e rivoltare gli argomenti, siano caratterizzati dall'alternanza tra un'ironia arguta e una drammatica solennità: la scrittura di Pascal è figlia della sua incontenibile personalità, e ce lo fa scoprire fratello di chiunque affronti la crisi del proprio mondo interiore e della propria contemporaneità.