Aracne Libri
Libri editi da Aracne pubblicati nella collana Antigone di Genere Problemi E Servizi Sociali
02 a mani libere Ficara M. (Cur.) - Aracne, 2011 - Antigone
Il libro è il frutto dei laboratori didattici organizzati, nell'anno scolastico 2009-2010 presso undici Istituti Superiori, dal Museo della ndrangheta in collaborazione con le Procure nazionali di Palermo, Barcellona Pozzo di Gotto, Messina, Reggio Calabria e Vibo Valentia, con le Province di Reggio Calabria, Messina e Vibo Valentia, con numerosi giornalisti e avvocati. Gli studenti e i ragazzi del quartiere Croce Valanidi, in cui sorge il Museo, hanno raccontato dodici casi di omicidi (quelli di Luigi Ioculano, Nino Marino, Fortunato La Rosa, Peppe Valarioti, Natale De Grazia, Giovanni Filianoti, Nello Ruello, Graziella Campagna, Matteo Bottari, Antonio Mazza, "Valanidi" e Peppino Impastato) attraverso le interviste alle famiglie, ai colleghi, agli amici delle vittime e ai Pubblici Ministeri.
Vincere la ndrangheta. Metodologie di contrasto e continuità di azioni. Atti del convegno (Reggio Calabria 22-25 novembre 2010) La Camera C. (Cur.) - Aracne, 2011 - Antigone
In questo convegno, magistrati, giornalisti, studiosi, rappresentanti delle Forze dell'ordine, della Chiesa e della società civile si sono confrontati e hanno discusso il complesso fenomeno della ndrangheta. È una delle attività che svolge il Museo della ndrangheta, fondato nel 2007 con il sostegno della Provincia di Reggio Calabria, la Regione Calabria, il Comune di Reggio Calabria, l'Università della Calabria e la "Sapienza" Università di Roma e con la collaborazione della Prefettura di Reggio Calabria. Siamo consapevoli che in questa delicata opera di demitizzazione dei valori mafiosi e di approfondimento della conoscenza, occorre continuare ad avere la dimensione reale dei problemi. Questo volume vuole essere un modesto punto di partenza nel mantenere la capacità di ascolto della gente e proseguire nella strada della ricerca e del confronto.
La vita dopo la confisca. Il riutilizzo dei beni sottratti alla mafia Pellegrini S. (Cur.) - Aracne, 2017 - Antigone
L'iter che porta al riutilizzo dei beni confiscati alle consorterie criminali è estremamente complesso e irto di ostacoli, ma queste difficoltà non sono insormontabili. Accanto agli abbandoni delle case e alla chiusura delle aziende, vi sono tante belle esperienze che meritano di essere portate all'attenzione. Sono il risultato di percorsi virtuosi, di sinergie vincenti mediante le quali le parti sociali e le istituzioni creano una rete di ausilio e di sostegno. In questo testo vengono presentate tre "buone pratiche" segno tangibile della presenza dello Stato a servizio della comunità. Là dove c'era la criminalità, ora ci sono centri di assistenza, sedi di polizia municipale. Dove l'azienda alimentava un mercato malato e viziato, ora tanti lavoratori possono beneficiare di un lavoro pulito e tutelante. In ausilio agli enti locali che, in questo percorso posso rivestire un ruolo da protagonisti, vengono proposti dei formulari utilizzabili nelle fasi di destinazione e assegnazione.