Salani Libri
Libri editi da Salani pubblicati nella collana Le Stanze di Genere Musica
Prossime uscite della collana Le Stanze
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788832290523 Veleno
- 9788832290516 Storie di uomini e sogni
- 9788832290509 Dove tutto comincia. Víctor Jara, il ragazzo che ha cantato la rivoluzione
- 9788832290493 In viaggio verso York
- 9788832290486 Il calcio dei sogni non muore mai
Il bimbo del carillon Mussida Franco - Salani, 2024 - Le Stanze
Periferia di Milano, fine anni Quaranta. Un bambino gattona sul pavimento attirato da un oggetto sconosciuto. È una scatola di legno che libera nell'aria una serie di suoni cristallini, gioiosi. Coi suoi occhi grandi, illuminati di tenera ingenuità, il bambino insegue quella sorgente di magia, sentendo esplodere nel cuore un'emozione nuova e travolgente. Non lo sa ancora, ma ha appena incontrato quella che per tutta la vita sarà la sua compagna fedele, la Musica. Molto tempo dopo, quel Bimbo ormai più che settantenne sale in macchina per un viaggio in solitaria verso l'Oasi di Ninfa, un luogo speciale dove scavare dentro di sé e trasformare in Musica intuizioni, immagini, frammenti di memoria. È l'inizio di un percorso spirituale, sulle tracce di un ragazzo schivo che negli anni Sessanta e Settanta si trova a calcare i palcoscenici di mezzo mondo; di un compositore e chitarrista formidabile che fonda, con un gruppo di altri visionari, la PFM, pietra miliare del rock progressivo italiano. Un maestro che ha messo la propria arte al servizio di centinaia di migliaia di persone, in comunità e istituti di pena. Un uomo mai stanco di indagare il Suono come strumento per conoscere la propria anima. Con innata schiettezza e con l'imprevedibile creatività che è il suo marchio di fabbrica, Franco Mussida risale all'origine del suo amore per la Musica, quella misteriosa grammatica universale che ci permette di entrare in contatto con la poesia del mondo.
Ariston. La scatola magica di Sanremo Vacchino Walter Ammirati Luca - Salani, 2024 - Le Stanze
Il teatro Ariston è il luogo più iconico dello spettacolo e della musica italiana. Un luogo quasi sacro, dove per sei decenni si sono esibiti i più grandi artisti, da Domenico Modugno ai Mäneskin, da Dario Fo a Rudolf Nureyev, e dove ogni anno dal 1977 si celebra l'evento più amato, più dibattuto, il rito che ci fa sentire italiani, a cui tutti vogliono partecipare, anche soltanto per criticarlo: il Festival di Sanremo. Ma cosa c'è, all'origine di ogni grande impresa, se non il sogno, la visione di una persona controcorrente? Negli anni Cinquanta, Sanremo è una delle tante città che faticano a risollevarsi dalle macerie della guerra. Aristide Vacchino, che ha il cinema nel sangue, progetta una struttura senza precedenti - un multisala capace di ospitare ogni genere di spettacolo - per restituire gioia e divertimento ai suoi concittadini. Ci mette dieci anni a completarne la costruzione, tra rallentamenti burocratici e ostilità della concorrenza, ma nel 1963 riesce finalmente a inaugurare il suo gioiello. È l'inizio della "scatola magica", uno spazio di creatività che, stagione dopo stagione, continua a regalare emozioni e un senso di umana meraviglia. Walter Vacchino, che aveva sei anni quando suo padre ha posato il primo mattone dell'Ariston, oggi lo gestisce insieme alla sorella Carla, e ci racconta tutte le tappe di un'epopea familiare divenuta mito nazionale. Una storia vissuta dietro le quinte, a contatto con la parte più vera dello spettacolo e degli artisti.
Senza paura. La mia vita Mogol - Salani, 2025 - Le Stanze
Milano, anni '40. Quando l'insegnante di canto chiede se qualcuno se la sente di eseguire l'inno d'Italia, tutta la classe si volta verso un compagno, perché è il figlio di un musicista. Felice di essere eletto capocoro, il ragazzino si alza e intona orgoglioso le prime note dell'inno di Mameli, ma non arriva a 's'è desta' che l'insegnante lo ferma e lo rimanda al posto. Il verdetto giunge irrevocabile: è stonato come una campana. Non va meglio quando suo padre lo spinge a imparare il pianoforte: scoperto che il suo maestro ha un debole per il cognac, lo fa ubriacare per sabotare le lezioni. La storia di Giulio Rapetti comincia così, con un giamburrasca di periferia che non vuole saperne niente della musica. Eppure, qualche anno dopo, quando lavora come ragioniere per un'etichetta discografica e un amico viene a trovarlo nel suo ufficio - un ragazzo cresciuto in via Gluck - accetta la sfida di scrivere per lui il testo di una canzone. Quel giorno segna la nascita di Mogol e l'inizio di un percorso inimitabile, leggendario, che decollerà definitivamente quando un chitarrista ancora sconosciuto, un timido romano coi riccioli e la voce stridula, si presenterà alla sua porta: «Piacere, Lucio». La scrittura delle canzoni è solo una piccola parte della sua vita, fatta sempre di nuovi progetti, di amori familiari, di impegno sociale, di sport, di incontri e di cose semplici. In questa autobiografia a cuore aperto ci racconta la sua esistenza, le emozioni quotidiane, la verità dei sentimenti, la consapevolezza di un uomo che ha saputo cercare dentro di sé la verità e ha lasciato un segno profondo nella cultura italiana.