Abe Libri
Libri editi da Abe pubblicati nella collana Vintage
Mugnano Vintage. Case e chiese di Mugnano e Cardinale badia del Monte Vergine nella Valle Mugnanense fra Baiano, Avella e Nola Cuttrera Sabato - Abe, 2025 - Vintage
Anche questa pubblicazione di Cuttrera del poliedrico editore Bascetta si inquadra nel programma di ricerca del nostro essere comunità a diffondere notizie certe non solo tra i contemporanei, ma a conservarne tracce indelebili per le nuove generazioni. Fino ad oggi questo lavoro ha riscosso vasti ed unanimi consensi di pubblico e di critica. La cultura esige responsabilità, tolleranza e buonsenso civile a conforto del ruolo istituzionale che ognuno ricopre nel tessuto sociale, non trascurando poi che in una piccola comunità ognuno occupa sempre un campo di riferimento in cui gli altri lo riconoscono. Gli storici, gli scrittori della storia, rivestono una presenza molto delicata: la saggezza. È una qualità che matura in loro per la conoscenza millenaria della vita dei popoli, delle cose che contano e che la storia ha filtrato nello scorrere del tempo. I ricercatori di qualunque livello e spessore non devono solo togliere polvere dagli archivi per raccontare cronache di episodi lontani, hanno l'obbligo di partecipare alla costruzione di una società migliore: per ogni paese è indispensabile l'esistenza di veri uomini saggi. Il rinvenimento del Catasto Onciario del Casale di Mugnano in provincia di Terra di Lavoro ordinato nel 1741 da Re Carlo III di Borbone e completato nel 1754 è l'occasione più importante per qualunque analisi sociale e storica che in futuro si vorrà fare nella nostra terra. Finalmente c'è una raccolta di dati certi che abbiamo rincorso da sempre e che solo la nostra determinazione ha portato alla luce. Dopo la prima edizione del Catasto nasce questo nuovo lavoro edito da Bascetta il quale rilegge ancora con maggiore precisione i dati che, nella pubblicazione precedente, si presentavano spesso illeggibili a causa dei dati catastali forniti su riproduzione. Stavolta Cuttrera va a monte del problema rileggendo in forma diretta quanto trascritto dal proprio gruppo di lavoro che ha rispolverato il testo originale del Catasto Onciario di Mugnano conservato presso l'Archivio di Stato di Napoli. Con questo nuovo testo riusciamo ad avere uno spaccato sociale formato di massari, vaccari, custodi, pastori, negozianti, speziali, soldati, chierici, studenti, tavernari. I più numerosi erano i vaticali, i pettinatori e i braccianti, sartori, sportellari, carbonari, fabbricatori: quanti miti di nobiltà antiche cadono sotto la spada del ricercatore.
L'Appennino napoletano in tavola, il ricettario dei piatti e delle taverne antiche Bascetta Arturo Scognamiglio Gennaro - Abe, 2024 - Vintage
Un mago dalla cui testa escono a sorpresa sempre idee nuove. Così può definirsi Arturo Bascetta, attento studioso della storia e delle leggende della Campania, che riesce ogni volta a meravigliare con proposte che lasciano il segno per la loro validità e modernità. Cent'anni di storia delle trattorie non è una trattazione qualsiasi dato che valorizza, tutela, conserva, rispetta quella parte delle tradizioni legate alla gastronomia, al buon mangiare, al bere bene. È una rivisitazione culturale ed attuale in un momento in cui si è alla ricerca di tutto ciò che è genuino ed autentico, di quel retaggio della gens irpina che ha segnato il passato anche recente. Le trattorie hanno goduto, presso di noi, di significati che vanno molto al di là del semplice ristoro. In particolare di valori di socialità e di libertà dal lavoro duro ed alienante, dalle situazioni di disagio, da una vita di stenti. E, ad un certo punto, luogo di incontro dove a tavola, in un ambiente sereno e rilassato, dimenticare guai e vita grama. Parafrasando quanto dice Cesare Pavese nel "mestiere di vivere" si può anche affermare che la trattoria è stata "una difesa dalle offese della vita". A questo ha pensato Arturo Bascetta. Ma anche agli antichi sapori, alla esistenza calma di un tempo, alla dimensione davvero "umana" di vita dei nostri avi. Un pensiero al passato ed il rifiuto, sottinteso, di un mondo frenetico, in continua corsa, di tutti in lotta contro tutti. Di queste trattorie, di queste presenze, ombre di un passato che si vorrebbe ancora presente, esistono poche tracce. Da qui una ricerca che porta il segno di riscoperta di valori di cui si sente la mancanza. Oggi il ristoro viene trovato nel "ristorante", freddo e asettico, ove si consuma il solo rito del cibo. Pochi sono i locali che hanno conservato l'atmosfera magica della vecchia trattoria, intesa quasi come "una seconda casa" ove mangiare e bere in armonia con gli amici o festeggiare le ricorrenze più care. Si assiste, così, alla proposta di menù assurdi e commerciali, del tutto lontani dalla cucina tradizionale o una triste parodia di essa. E che dire degli accostamenti fra il cibo e il vino con la totale ignoranza di quanta pericolosità all'olfatto e al gusto ne può derivare dalla scelta di un vino non adatto? Vino che è stato compagno da sempre del cibo diventando, poco alla volta, una bevanda da assaporare con gusto, riconoscendovi aromi, profumi, bouquet e la capacità di chi ha saputo suscitarli, mettendo a frutto le qualità naturali dell'uva. William Shakespeare, nell'Otello, affermava che "il buon vino è giovane creatura se ne cogli lo spirito". Ed oggi la tendenza è di cogliere questo spirito, bevendo meno, con più gusto e qualità. Ma dove? Non certo in quei ristoranti dove la "carta dei vini" troppo spesso è una cosa oscura e sconosciuta, dove si consumano "vini della casa" pessimi e serviti ancor peggio.