C P Adver Effigi Libri
Libri editi da C P Adver Effigi pubblicati nella collana Tracce Di Storia
Mino Maccari. Senese spavaldo Pistoia Francesco Maria - C&P Adver Effigi, 2022 - Tracce Di Storia
Mancava una monografia che su Mino Maccari proponesse un'analisi comprensiva dell'intero operare del suo multiforme ingegno e accordasse ampio rilievo alla sua scrittura. Non solo, dunque, tesa a lumeggiare il pittore di un'umanità stravolta e grottesca sul ciglio di un'Apocalisse. Non solo il nervoso autore di fulminanti incisioni e dissacratori disegni, accompagnati di solito da calembours che ne prolungano la puntuta ferocia. Non solo l'epigrammista che in allusivi couplets sintetizza il suo estro irriverente degno degli amati classici. Del giornalista talmente poco si è scritto che quasi resta sconosciuto ai più. E che dire dell'elzevirista - il termine forse non gli sarebbe piaciuto - di terza pagina che ha lasciato penetranti pagine, e non, si badi, da prosa d'arte, ma asciutte e vergate in una lingua scandita dai ritmi stringati di una favolistica e ammiccante toscanità? Insomma un tutto Maccari mancava. Prefazione di Roberto Barzanti.
Le passioni, il disincanto. Profilo e scritti di Paolo Cesarini Donzellini Francesco - C&P Adver Effigi, 2015 - Tracce Di Storia
Non c'è da meravigliarsi più di tanto della pressoché totale dimenticanza in cui è caduto Paolo Cesarini. Neppure un suo articolo è ristampato nei quattro ponderosi volumi della magnifica antologia sul Giornalismo italiano che Franco Contorbia ha allestito per i Meridiani di Mondadori: né un accenno in bibliografia del suo lavoro di inviato speciale ed elegante elzevirista. La discrezione non paga. E forse per lui penalizzante è stato anche il suo situarsi al confine, sia per la varietà di generi che coltivò sia per i burrascosi tempi in cui dette prova del suo mestiere di giornalista-scrittore. Nonché una patina linguistica toscaneggiante che, pur dosata, fa da filtro. Nel periodo di apprendistato Cesarini fu uno dei tanti giovani abbagliati dalle promesse rivoluzionarie del movimento fascista: se qualche tratto di originalità risalta nella produzione di allora, si direbbe inscrivibile nella tendenza ad una calcolata finezza letteraria e ad una prosa impreziosita da connotazioni locali e ammiccanti sprezzature. I resoconti dell'avventura africana - la guerra d'Etiopia - rivelano uno sguardo alieno dall'enfasi esclamativa e non di rado riflettono un dolente, punto retorico, autobiografismo. La fase ultima, il terzo tempo, dopo la fine della guerra e l'instaurazione della Repubblica, vede un Cesarini che riprende il lavoro in silenziosa dignità alla "Gazzetta del Popolo". Introduzione di Roberto Barzanti.