Edizioni Ets Libri
Libri editi da Edizioni Ets pubblicati nella collana Koinon
In-statuere. Figure della costruzione istituzionale Bojanic Petar - Edizioni Ets, 2026 - Koinon
"Stare insieme" non significa soltanto condividere lo stesso spazio o tempo con altre persone. Vuol dire anche aprirsi alla possibilità di accogliere chi ancora non è presente, un "terzo" che arricchisce la relazione e la rende dinamica. Se proviamo a descrivere questa novità nello sviluppo dell'idea di "In-Statuere" (cioè il processo di costruzione e decostruzione di un'istituzione), possiamo partire dal fatto che ogni atto collettivo si moltiplica e si rafforza grazie alla partecipazione reciproca di più individui. Un gruppo di persone si riunisce per affrontare un problema comune, per progettare in modo trasparente una soluzione, per elaborare un piano d'azione condiviso, per organizzare con disciplina una serie di attività future. Lo scopo è sempre generare un cambiamento sociale concreto e duraturo. Un'istituzione, infatti, non può nascere dal nulla, ha bisogno di esperimenti, di tentativi, e di una risposta che sia percepita come universale a un problema che riguarda tutti. Senza questa dimensione collettiva non esiste vera istituzione. Inoltre, ogni istituzione porta con sé la necessità di una resistenza organizzata e di un progetto di contro-istituzione: un modo per bilanciare il potere, per mettere in discussione ciò che è stato creato e aprire la strada a nuove possibilità di convivenza e trasformazione sociale.
Esistenza e coesistenza Fink Eugen Cesarone V. (Cur.) Santucci R. (Cur.) - Edizioni Ets, 2025 - Koinon
"Esistenza e coesistenza", pubblicato postumo per la prima volta nel 1987, raccoglie le lezioni di un corso universitario tenuto da Eugen Fink per la prima volta nel 1952-53 all'Università di Friburgo. Al centro dell'argomentazione si trova la possibilità di un nuovo accesso fenomenologico alla comunità. Fink mostra come la relazione tra esseri umani si fondi su una forma di coesistenza, ossia un "essere-l'u-no-conl'altro", che prescinde da condizioni psicologiche e sociali, ma precede anche ogni forma rappresentativa basantesi sulla soggettività moderna. La comunità trova la propria istituzione invece nel prendere parte quotidianamente ai significati simbolici di cose che accompagnano la nostra esistenza nel mondo, come la bara, la culla e il tavolo. L'utilizzo quotidiano di tali oggetti rimanda continuamente ai fenomeni fondamentali dell'esistenza umana, con un nesso implicito con la "vita" cosmica degli enti, tra ciò che si dà alla presenza e ciò che invece presente non lo è più. Tali argomentazioni condurranno Fink a una concezione della comunità lontana da ogni analogia con i gruppi di animali (branco, stormo, gregge), ma anche a una presa di distanza da ogni idealità comunitaria definita esclusivamente secondo una concezione spirituale dell'umanità.
Lavoro e modernità. Un saggio filosofico Labate Sergio - Edizioni Ets, 2025 - Koinon
La generazione che ci ha preceduto affidava al lavoro il compito di emanciparsi, mentre quella che ci segue è costretta a non vedere nel lavoro che una forma di oppressione. Questo libro propone un'interpretazione ontologica del lavoro umano, che serve a comprendere la profondità della riduzione antropologica contenuta nel lavoro come dispositivo moderno. L'invenzione del lavoro moderno ha infatti origine dall'esercizio filosofico e politico della critica, ma finisce però col riprodurre ciò che critica. Per uscire da stati di minorità che non riconosce più come legittimi, l'uomo moderno ne inventa uno del tutto nuovo: quello in cui il lavoro è allo stesso tempo necessario e libero, in cui la schiavitù viene abolita eppure la servitù volontaria diventa la misura di tutti i rapporti. Questa tensione tra due contrari definisce l'eccezionalità del lavoratore moderno: che affida all'atto stesso della sua alienazione anche il riconoscimento della propria dignità. La tesi di questo saggio è che ciò che sta accadendo adesso non è che il brutale scioglimento dell'ambiguo intreccio che il lavoro moderno ha inventato e ha cercato disperatamente di mantenere in stato di quiete. Sarà ancora la democrazia del lavoro a poterci liberare? Oppure dobbiamo definitivamente congedarci dalla modernità? Il libro è rivolto a tutti coloro che vogliono approfondire la genealogia filosofica del lavoro e il suo rapporto con quell'esperimento filosofico ormai quasi dismesso che abbiamo definito per tanto tempo "democrazia".