Francesco D Amato Libri
Libri editi da Francesco D Amato pubblicati nella collana Andromeda
L'«immensa palacia regum...» e l'hortus magnus. Storia di Salerno Medievale Fiorillo Rosa - Francesco D'amato, 2019 - Andromeda
Il volume racchiude gli studi condotti sull'area urbana antica mente detta Orto Magno e compresa tra il Quartiere Mutilati, via San Benedetto, largo san Giovanni, la piazzetta del Crocifisso e via Masuccio Salernitano. Qui, sulle terre di proprietà del monastero benedettino, sorsero il palazzo di Roberto il Guiscardo, il duca normanno che decretò la fine della presenza longobarda a Salerno, l'acquedotto e la chiesa di san Giovanni. Con una puntuale lettura architettonica e stratigrafica si dimostra come l'edificio a lungo ritenuto la sede del potere normanno altri non è che uno dei tanti palazzi di pieno XII secolo che mutarono l'immagine della stessa Salerno unitamente all'acquedotto e al monastero.
Materiali per l'archeologia medievale. Ricerche di archeologia e storia del Medioevo Fiorillo R. (Cur.) Santoro A. M. (Cur.) - Francesco D'amato, 2019 - Andromeda
Il volume nasce a distanza di quindici anni dalla prima edizione e raccoglie una serie di saggi su temi dell'archeologia medievale. I saggi sulla ceramica, i vetri, i metalli, le monete offrono uno spaccato sulle tipologie di manufatti in uso tra VI-VII e XV secolo, mentre gli articoli su città, castelli e villaggi rappresentano le forme di insediamento che caratterizzano il territorio nei secoli di interesse.
La pianura pestana tra tarda antichità Santangelo Gianluca - Francesco D'amato, 2023 - Andromeda
Come si è riorganizzato il popolamento nella piana pestana alla fine dell'età antica? Quali dinamiche sono alla base della nascita del centro sorto nell'Alto Medioevo sul Monte Calpazio? Quali le sue forme e il suo ruolo all'interno della formazione del paesaggio antropico medievale del territorio? Per dare un nuovo contributo al dibattito scientifico questo studio prende le mosse dalla sistematizzazione dei dati inediti dello scavo di Capaccio Vecchia (1973-80) curati dall'equipe italo polacca, protagonista di una felice stagione di ricerca sul campo che ha visto la realizzazione di uno dei primi scavi stratigrafici in Italia.