Luni Editrice Libri
Libri editi da Luni Editrice pubblicati nella collana Stupor Mundi
Il pubblico e l'artista. Conversazioni e dibattiti Depero Fortunato Scudiero M. (Cur.) - Luni Editrice, 2021 - Stupor Mundi
Dall'autunno del 1928 a quello del 1930 Depero, durante il primo viaggio negli USA, visse a New York una stagione irripetibile, dove verificò e sperimentò quello che i futuristi in Italia avevano solo vagheggiato: traffico automobilistico già incredibile, grattacieli, treni sotterranei e anche sopraelevati in un agglomerato urbano fuori scala rispetto alla situazione italiana. Perciò, quando tornò in Italia, in un'Italia indietro di quaranta, cinquant'anni rispetto agli Stati Uniti, si rese conto che non aveva più nulla da immaginare, non vi era più una "visione futura" nella sua mente, perché lui il Futuro lo aveva già vissuto a New York. Per questo motivo un po' alla volta si distaccò dal Futurismo. Depero durante il periodo bellico lavora incessantemente, e scrive, scrive sempre. Nell'inedito qui pubblicato utilizza l'escamotage del dibattito, perché gli forniva la possibilità di spiegare la sua arte in un modo non pedante, quasi in forma teatrale, quindi con una scrittura più scoppiettante. I temi che affronta sono i più riservati e profondi tra tutti quelli che può presentare un artista: in un passaggio dal manoscritto si lancia in una sorta di "retro marcia" dal presente al passato, innescata sul concetto di arte antica, un passo dalle venature quasi surrealiste. Come scrive il curatore del volume Maurizio Scudiero: «È un Depero a tutto campo quello che transita in questo manoscritto, un Depero che ci restituisce la storia del Futurismo e dell'arte vista attraverso la lente di chi la storia dell'arte della prima metà del XX secolo l'ha vissuta in prima persona, ricavandone tanta soddisfazione».
Le armature dei samurai Piva Giuseppe - Luni Editrice, 2020 - Stupor Mundi
Le armature dei samurai - Luni Editrice
Il mito della fenice in Oriente e in Occidente. Ediz. a colori Zambon Francesco Grossato Alessandro - Luni Editrice, 2026 - Stupor Mundi
Il mito della fenice racchiude in sé alcuni dei temi religiosi e metafisici fondamentali dell'umanità: origine, immortalità, trascendenza, rinnovamento ciclico, unità e dualità ecc. Le sue radici si perdono nei tempi più remoti ed è in varie tradizioni orientali che se ne possono riconoscere più chiaramente gli archetipi. La fenice in Oriente altri non era che lo stesso re-sacerdote sciamano che, rivestito il costume dell'aquila compiva l'ascesa fino al sole, ridiscendendo poi sulla terra trasfigurato dalla sua luce e reso definitivamente immortale. È soprattutto nelle iconografie asiatiche della fenice che è ancora possibile riconoscere una chiara traccia di questa antica origine. Molte sono infatti ancor oggi le immagini o le maschere di fenici antropomorfe che palesemente rinviano a quell'antico costume sciamanico, ripreso sia nelle danze rituali che nelle sacre pantomime teatrali tuttora eseguite in molti paesi asiatici. Da secoli o millenni l'attore e il danzatore indù, indonesiano, tibetano, mongolo e giapponese ne rivestono ritualmente maschera e costume, sempre consapevoli del suo significato. Ma è in Occidente che il mito ha preso la forma che conosciamo, a partire da una notizia di Erodoto, che narra come questo favoloso uccello (da lui vista solo dipinta, afferma) ogni cinquecento anni voli dall'Arabia alla città egiziana di Eliopoli per rinnovarsi. Se l'origine di questa leggenda va ricercata nella simbologia egiziana di un uccello chiamato benu, essa ebbe poi molteplici sviluppi nella letteratura e nell'arte greco-romana e venne presto inclusa nel bestiario cristiano, come simbolo della resurrezione dei corpi o di quella di Cristo. A partire dalla tarda antichità e dal medioevo, poi, il mito della fenice fu declinato in vari modi e adottato in diversi ambiti culturali: gnosticismo, ermetismo e alchimia, poesia amorosa, danza e teatro musicale, per diventare oggi un consunto luogo comune buono a tutti gli usi; ma certo sempre disponibile a nuove metamorfosi, come nello straordinario racconto di Borges sulla Setta della fenice. Questo volume ne ricostruisce la millenaria storia, avvalendosi anche di un apparato iconografico eccezionalmente ricco e originale.