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Libri editi da Book Time di Genere Storia E Geografia Della Chiesa
Il chiodo di Cristo. Storia di una reliquia del Duomo di Milano Borgonovo Gianantonio Navoni Marco - Book Time, 2016 - Minimamoralia
I chiodi della croce di Gesù, secondo un'antica tradizione alla quale contribuirono anche pagine di sant'Ambrogio, sarebbero stati ritrovati da Elena, madre dell'imperatore Costantino, durante il suo viaggio in Terra Santa. Si narra che ella decise di lasciare a Gerusalemme il legno su cui morì il Salvatore, ma i chiodi li portò con sé, a Roma. Racconti e testimonianze aggiunsero che uno di essi fu adattato per diventare un morso di cavallo; un altro fu montato sull'elmo di Costantino, affinché l'imperatore e il suo destriero fossero protetti in battaglia. Queste reliquie ferree, che per taluni erano tre e per altri quattro (Gregorio di Tours, vissuto nel VI secolo, indica il numero maggiore), oggi si troverebbero a Roma, a Monza (uno dei chiodi sarebbe montato nella Corona Ferrea), a Colle Val d'Elsa e nel Duomo di Milano.
Vera Cruz. Biografia e storia della vera croce da Gesù Cristo a Cristoforo Colombo Cattaneo Della Volta Adorno Andrea - Book Time, 2013 - Saggi
"Ben volentieri presento il volume 'Vera Cruz. Biografia e storia della vera croce da Gesù Cristo a Cristoforo Colombo' curato da Andrea Cattaneo Della Volta Adorno con vera passione, estrema competenza e raffinato spirito storico-religioso. I diversi approfondimenti tematici dimostrano una conoscenza e un'attitudine alla ricerca, che hanno permesso un accurato e limpido lavoro di sintesi, che arricchisce il panorama ermeneutico relativo alla gamma dei significati attinenti al segno della croce. Un 'filo rosso' unisce le manifestazioni storiche, teologiche, iconografiche del segno della croce, dal momento del gesto epocale, che si consuma sul Golgota, sino alla misteriosa sparizione dell'oggetto-reliquia, durante le Crociate, in Galilea, nel 1187 e oltre, quando le prime croci giunsero in America e quando, infine, nel 1519, Hernán Cortes piantò una croce nel porto messicano che, per questo, ebbe la denominazione di Vera Cruz. Un percorso che attraversa, dunque, le epoche, i tempi, le culture, le civiltà e che guarda, nelle pieghe più nascoste, un culto, una speciale forma di devozione per un segno caratterizzato, dal punto di vista semantico, da oppositae qualitates, nel senso che la croce, da sempre e sin dalle origini, mostra due vie interpretative: da un lato resta legata al concetto del patibolo, dall'altro ribalta il suo significato approdando all'area della vittoria, della resurrezione finale." (dalla presentazione di Mons. G. Carrù)