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Bernardo di Rizzardo di Brazzacco Inferiore. Un notaio di San Daniele del Friuli tra Patriarcato di Aquileia e Repubblica di Venezia Saltini Paola - Cerm, 2020 - Studi
Il volume raccoglie gli atti prodotti dal notaio Bernardo del fu Rizzardo di Brazzacco inferiore a San Daniele nei primi vent'anni del Quattrocento, periodo che vide la fine del Patriarcato di Aquileia e la conquista veneta del Friuli. Bernardo non fu un illustre copista, così come i colleghi sandanielesi Odorico Pilosio e Nicolò Pitiani, non fu un memorialista, come il notaio udinese suo contemporaneo Odorico Quirino detto Merlico, non fu interessato alla politica quanto il notaio Andrea Pitiani, né fu notaio di potenti consorterie. Bernardo, nel momento della sua maturità professionale, fu un notaio di campagna che lavorò in una piccola comunità rurale, svolgendo sia la professione privata, che operando al servizio del Comune. La sua non fu una vicenda straordinaria, ma può essere ugualmente assunta a modello di una condizione sociale tipica dell'epoca.
Statuti comunali e circolazioni documentarie nelle società mediterranee dell'occidente (secoli XII-XV) Lett D. (Cur.) - Cerm, 2018
Gli statuti sono adesso inquadrati nel complesso delle scritture prodotte per iniziativa delle autorità comunali, quali i registri delle delibere consiliari e gli strumenti di corredo degli statuti stessi, e si considera la funzione politica e la funzione di memoria della normativa statutaria. Accanto alle forme più usuali del registro sono poste in luce le forme più rare e solenni quale la redazione epigrafica. L'ampio sondaggio proposto si estende alle redazioni statutarie delle corporazioni e degli ambiti suburbani e prende in considerazione aspetti della vita sociale che furono particolarmente interessati da tali normative quali la contrattualistica agraria, la pratica testamentaria e i rapporti di credito. Sono ancora esaminate le relazioni fra le produzioni statutarie delle comunità cittadine e i poteri superiori di principati, regni, Papato, città dominanti. Ambiti delle analisi e della prospettive comparatistiche che ne derivano sono i Comuni dell'Italia centro-settentrionale, sia di centri dal peso relativamente modesto sia delle grandi città quali Ferrara, Pisa, Siena, Venezia, le universitates della Sicilia e le città e le regioni del Midi francese (Agen, Rodez, Marsiglia, Avignone e il Contado Venassino).
La confezione degli Statuti. Gli «attori» della norma nelle società del Mediterraneo occidentale nei secoli XII-XV Lett D. (Cur.) - Cerm, 2017
Questo volume è il secondo di una serie dedicata al tema «Statuti, scritture e pratiche sociali nelle società del Mediterraneo occidentale negli ultimi secoli del medioevo (secoli XII-XV)». Scopo dell'impresa è l'analisi degli statuti comunali in un'ottica di storia sociale: visti dunque non come una fonte normativa ma come una fonte della pratica, partendo dalla loro materialità per giungere alle pratiche sociali, passando attraverso le condizioni di produzione e di tradizione documentaria e considerando come gli statuti si siano iscritti nel paesaggio documentario comunale. Più specificamente il volume contiene una serie di riflessioni sul modo di costruzione degli statuti e rivolge l'attenzione agli «autori» della norma, alla retorica e alle forme di scrittura quali si riscontrano nel Midi francese (Provenza, aree di Toulouse, Montpellier, Marsiglia) e nell'Italia comunale (Toscana, Marca Anconitana), sia in grandi organismi cittadini (Siena, Marsiglia, Toulouse, Montpellier) sia in cittadine più modeste (Macerata, Cingoli) e anche in quelle piccolissime comunità rurali (Bédoin, Fiastra, Sefro) che sono state spesso emarginate dalle storiografie francese e italiana. Numerosi sono gli individui o i gruppi di persone che intervengono nel processo di elaborazione degli statuti: statutarii, juris periti, doctores legum, notai, notabili cittadini e rurali. L'obbiettivo delle ricerche qui riunite è di metterne a fuoco la formazione, l'origine locale, il livello di partecipazione all'elaborazione dei corpora statutari e alla loro promulgazione, autenticazione, conservazione e diffusione. Questi «autori» non si differenziano molto da un punto di vista sociologico, appartenendo tutti, o la loro grande maggioranza, agli strati privilegiati della popolazione. Per contro, è possibile distinguerli in funzione del ruolo che rivestivano nella catena di produzione degli statuti e nelle rispettive competenze. Questa opera collettiva pone dunque le basi per l'elaborazione di una tipologia e di una sociologia dei processi scritturali che conclusero nella costituzione dei corpora statutari.