Ediz Storia E Studi Sociali Libri
Libri editi da Ediz Storia E Studi Sociali di Genere Scienze Sociali
Mirabilia miracoli magia. Retorica e simboli del potere in età tardo antica Barcellona R. (Cur.) Sardella T. (Cur.) - Ediz. Storia E Studi Sociali, 2017 -
Mirabilia, miracoli, magia si fondano sul simbolismo. Nato con la civiltà umana, il simbolo è comunicazione e parola primordiale; ed anche un mezzo per dominare la realtà oltre le umane possibilità. Alle origini dei tatuaggi e della scrittura, simboli e disegni primitivi avevano un potere magico. Il simbolo realizza il potere dell'immagine nella sua forma assoluta. In questo trascendere i limiti umani il simbolo ha un potere sacro, è strumento per catturare e controllare il meraviglioso - cioè tutto quanto sfugge, affascina e terrorizza l'uomo - rientrando esso stesso in quella fenomenologia del meraviglioso che chiamiamo miracolo e magia. Anche quando questo potere sacro è eroso dal corso della storia, il simbolo come comunicazione riconquista spazi che sembravano perduti.
La miseria in Napoli White Mario Jessie Finelli P. (Cur.) - Ediz. Storia E Studi Sociali, 2015 - Questioni Storiche
"La miseria in Napoli", opera di denuncia e di studio tra le più significative dell'Italia postunitaria, si articola in quattro sezioni, la prima dedicata alle condizioni di vita degli strati più bassi della popolazione napoletana, la seconda alla descrizione del funzionamento, assai precario, delle opere pie e degli istituti di carità, la terza e la quarta infine dedicate ai possibili rimedi, agli esperimenti filantropici già in atto e al confronto con le esperienze straniere e in particolare con quelle inglesi. Nel descrivere le realtà più problematiche di Napoli, Jessie White Mario rifugge dalla tentazione di una narrazione coloristica, proponendo invece un testo modellato secondo i canoni dell'inchiesta sociale e giornalistica, già sperimentata da Villari e, sulla sua scorta, da Leopoldo Franchetti e Sidney Sonnino.
Dall'ostracismo ai roghi. Il pregiudizio nella storia Di Nuzzo Annalisa Varnier Giuseppe Ruta Carlo - Ediz. Storia E Studi Sociali, 2021 - Mediterraneo E Storia
Nel contesto delle mentalità, e dei modi formativi dell'opinione in particolare, il pregiudizio viene inteso comunemente come un modo aprioristico e perciò imperfetto di giudicare persone o cose, privo di una sicura mediazione critico-razionale, slegato da una conoscenza realistica dell'oggetto e tanto rigido da impedire giudizi alternativi. Resta tuttavia un atteggiamento mentale e sociale sfuggente, di difficile definizione, resistente alle condizioni che secondo gli illuministi e altri ambienti del razionalismo moderno avrebbero dovuto porlo decisamente in discussione e sradicarne gli aspetti più deleteri. È quanto emerge, in tutta evidenza, nei tragitti di questa modernità. Nonostante i forti successi dell'istruzione e la diffusione massiccia delle conoscenze scientifiche, su cui più confidavano i philosophes, il pregiudizio ha continuato a riprodursi, aggiornarsi e consolidarsi, con effetti anche imponenti, utilizzando addirittura come grimaldello le risorse che avrebbero dovuto sancirne il crepuscolo: il progresso materiale, le tecniche, le scienze, l'accumulo dei saperi e, si può aggiungere con buoni motivi, le sedimentazioni della morale