Il Ponte Editrice Libri
Libri editi da Il Ponte Editrice di Genere Problemi E Servizi Sociali
La migrazione come metafora Métraux Jean-Claude D'angiò A. (Cur.) - Il Ponte Editrice, 2015 - La Biblioteca Del Ponte
La Migration apparso inizialmente nel 2011 ha spinto la casa editrice francese (La Dispute) a proporre una seconda edizione con una postfazione inedita dell'autore nella quale egli afferma: "Debbo confessarvelo, l'accoglienza riservata al mio libro mi ha piacevolmente sorpreso. Lettori dalle attività più disparate - sociologia, antropologia, etnologia, filosofia, economia, medicina, psicologia, psicoterapia, insegnamento, formazione per adulti, lavoro sociale o umanitario - hanno salutato la pubblicazione con parole che mi hanno toccato molto". Presentazione di Padre Alex Zanotelli. Prefazione e cura dell'edizione italiana di Antonio d'Angiò.
Morire per vincere. La logica strategica del terrorismo suicida Pape Robert - Il Ponte Editrice, 2007 - La Biblioteca Del Ponte
Morire per vincere. La logica strategica del terrorismo suicida - Il Ponte Editrice
Mediterraneo e migrazioni oggi. In memoria di Ottavia Schmidt di Friedberg. Ediz. multilingue Trevisan Semi E. (Cur.) - Il Ponte Editrice, 2013 - Tascabili
Paradossalmente si sa poco e tanto delle popolazioni musulmane che vivono in Europa... Nonostante le traiettorie storiche diverse e le differenti cronologie migratorie, le modalità per definire chi debba entrare nella categoria di musulmano in Europa si basano, nell'insieme degli Stati europei, sull'origine dei primi migranti. Verrà quindi considerato musulmano chiunque (di seconda o terza generazione) discenda da una genealogia di migranti, originari di società cosiddette musulmane, che vanno dalla Turchia al Marocco, passando per il Senegal. Non è che questo riferimento alla ascendenza non ponga dei problemi in un contesto in cui, grazie anche all'apporto della demografia e sociologia, sarà d'ora in poi impensabile parlare di trasmissione automatica di una convinzione religiosa dai genitori ai figli, e ciò tanto più in contesti laici. I cambiamenti dovuti alla migrazione, l'alternanza delle generazioni, il fatto che ci si possa convertire o scegliere di non credere più, il legame più o meno distante con la religiosità, i cambiamenti di intensità della spiritualità, della pratica, sono tutti indicatori che vengono esclusi dai conteggi statistici dei musulmani, cosiddetti "d'origine".