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Alessandro Busci. Milano fly zone. Catalogo della mostra (Aeroporto di Milano Malpensa, 6 aprile-6 ottobre 2017). Ediz. italiana e inglese Sea (Cur.) - Bandecchi & Vivaldi, 2017
Catalogo delle opere di Alessandro Busci esposte nell'omonima mostra, con alcuni contributi critici in appendice.
Alessandro Busci. Ediz. italiana, inglese e spagnola Riva A. (Cur.) - Skira, 2007 - Arte Moderna. Cataloghi
La prima monografia su Alessandro Busci, un artista le cui potenzialità espressive e formali sono state pienamente riconosciute nel contesto artistico italiano e oggi unanimemente considerato uno degli artisti più promettenti dell'arte contemporanea nazionale. Si tratta di un'indagine che mette in evidenza l'uso di una luce simbolica dai toni caldi, espressa nelle tonalità del giallo, dell'arancio e del rosso, che, nonostante la dominante scura e cupa di molti paesaggi, illumina le notturne visioni della natura aprendo squarci di speranza in cieli di qualità apocalittica. Una concezione poetica e allegorica della luce che, pur nella distanza di tempi e finalità, si può ricollegare alla lezione della pittura naturalista del Seicento spagnolo, dai forti contrasti luministici di Zurbarán ai chiarori lividi di El Greco, dalle vibranti atmosfere di Velázquez agli impasti chiaroscurali di Ribera, per arrivare alla selvaggia visionarietà della pittura di Goya. Il lavoro di Alessandro Busci, a confronto con la pittura spagnola del passato, rinnova i propri legami con la tradizione italiana e spagnola del fare arte e al tempo stesso propone sviluppi inediti legati al linguaggio della materia e dei supporti, secondo un processo di continuità e trasformazione che da sempre caratterizza il miracolo alchemico della pittura. Il volume è il Catalogo della mostra di Madrid e Milano (febbraio 2007; marzo-aprile 2007).
Alessandro Busci. Parthenogenesis Busci Alessandro - Editori Paparo, 2026 - Senza Collana
Una serie di opere che alludono ad una imminente eruzione: i sommovimenti dei bradisismi nei Campi Flegrei, le fiamme che si elevano dal cono del Vesuvio, la pioggia che sembra flagellare i palmizi. La Napoli di Alessandro Busci è scossa dalla natura imperiosa che la circonda, sul punto di cedervi. Non è una premonizione, semmai il ricordo di eventi precedenti, quasi che l'artista potesse rammemorare il passato e, per paradosso, rammemorare il futuro; in "Parthenogenesis" si allude da un lato a un dopo catastrofe, dall'altro alle infinite possibilità della riproduzione virginale, così che da una città se ne possa produrre un'altra nuova, così che da un'opera se ne possano produrre altre con la stessa matrice, simili seppur derivate dal prototipo, rigenerate per esuberanza della vita e dell'arte che trovano, dopo gli olocausti, modi di sopravvivenza sempre miracolosi. È una pittura adesso matura quella di Busci che ha abbandonato collaudati schemi compositivi, per addentrarsi in territori dove talora l'astrazione sembra prevalere sulla figura, preconizzando future ulteriori rarefazioni; una maturità tecnica raggiunta, in cui il gesto si è liberato di qualsiasi accademismo, si è fatto più veloce, più capace di interpretare le tensioni di uno sguardo sul mondo, e che ha permesso al pittore milanese di evitare ogni manierismo rimanendo però fedele a uno stile, e a un materiale come il ferro.