C Libri
Libri di Titolo C con argomento Ceruti Giacomo
Ceruti D'adda Roberta Morandotti Alessandro Frangi Francesco - Giunti Editore, 2023 - Dossier D'art
Giacomo Ceruti, detto il Pitocchetto (Milano 1698-1768) sarà uno dei protagonisti del 2023 nell'ambito delle celebrazioni di Brescia-Bergamo capitali italiane della Cultura. Arriva a Brescia da Milano ventitreenne, e lavora per la nobiltà locale con ritratti e pale d'altare per più di un decennio; in seguito si trasferirà a Padova e poi definitivamente a Milano. Soprattutto, è a Brescia che mette a punto un genere suo proprio, se vogliamo, una variante delle scene di strada che concentra l'attenzione sui poveri. Si dedica a dipinti, anche di grande formato, in cui restituisce alla figura del mendicante una dignità che lo distingue dalla legione da tutti quei pittori che vedevano in quei soggetti solo spunti grotteschi e canzonatori. Al contrario, con Ceruti - detto il Pitocchetto per questa sua "vocazione" pauperista -si assiste a un primo tentativo di pittura "sociale". Una grande mostra, a Brescia (e dall'estate, a Los Angeles), ne ripercorre in questi mesi la carriera.
Ceruti a Gandino. Arte, tecnica e restauro - Scalpendi, 2023 - Saggi E Ricerche
All'interno della basilica di Santa Maria Assunta a Gandino si conserva il più ampio ciclo di tele realizzato da Giacomo Ceruti (1698-1767) durante la sua prolifica attività. Un'impresa che annovera trentadue opere, talune di dimensioni imponenti, condotta a termine in un arco di tempo altrettanto esteso che va dal 1734 al 1739. Questo insieme, già noto alla critica sebbene spesso trascurato, viene ora riesaminato sotto molti punti di vista (storico-artistico e iconografico, documentario e conservativo), approdando a risultati per certi versi sorprendenti. Leggendo il libro si potrà infatti scoprire un altro Ceruti, che sveste con piena consapevolezza i panni del "pittore della realtà" per indossare quelli, inconsueti, di "pittore classicista". Per questa e per altre ragioni il ciclo di Gandino costituisce pertanto una tappa fondamentale del suo percorso, rappresentando una vera e propria "cerniera" tra il soggiorno in Lombardia, terminato nell'estate del 1734, e il trasferimento a Venezia e poi a Padova: i dipinti realizzati tra il 1737 e il 1739 rivelano così il profilo di un maestro che tiene il passo con la lezione dei grandi veneti a lui contemporanei.