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Libri di Titolo C con argomento Esodo Libro Dell
Commento all'Esodo Rashi Di Troyes Sierra S. J. (Cur.) - Marietti 1820, 1988 - Ascolta, Israele!
L'affascinante e ricca personalità di Rashi, l'originalità della sua esegesi, fluttuante tra l'interpretazione letterale e quella midrashica, hanno esercitato un ampio influsso su tutto il mondo medievale: tracce della sua opera si ritrovano anche nei maggiori commentatori cristiani dell'epoca, come Ugo e Andrea di San Vittore e Nicola di Lira. Il Commento all'Esodo introduce mirabilmente il lettore alla comprensione del testo chiave del Pentateuco. Rashi utilizza abbondantemente la ricchissima letteratura rabbinica sul testo, che egli sa accogliere nel suo Commento, in una sintesi originale, che è espressione della potente personalità dell'autore. Non di rado, egli dimostra una notevole sensibilità e, approfondendo il testo, parla al cuore del lettore, facendone vibrare le corde più profonde, nell'ascolto della parola divina.
Commento all'Esodo Meister Eckhart Vannini M. (Cur.) - Città Nuova, 2004 - Fonti Medievali
Intorno al 1311, Meister Eckhart si dedica al commento al "Libro dell'Esodo". Secondo un suo metodo esegetico consolidato, fa ampio ricorso ai Padri della Chiesa, come Agostino, Girolamo o Gregorio Magno, alle Glosse medievali, fino ai doctores contemporanei, tra i quali spicca il nome di Tommaso d'Aquino e attraverso di lui, Aristotele. Il principio metodologico che lo guida è la spiegazione della Scrittura con l'aiuto della ragione naturale dei filosofi, con l'intento di mostrare che le verità dei principi, delle conseguenze e delle proprietà della natura sono chiaramente già espresse nelle parole della Sacra Scrittura, le quali si possono spiegare proprio con l'aiuto di queste verità.
Commento all'Esodo Rashi Di Troyes Cattani L. (Cur.) - Zikkaron, 2026 - Perle
Ritorna in un'edizione rinnovata uno dei testi di riferimento per gli studi biblici uno dei più autorevoli commenti all'Esodo di tutta la tradizione ebraica. Un testo affascinante e ricco di suggestioni, scritto da Rabbi Shelomoh ben Yischaq (1040-1105), universalmente conosciuto con il suo acronimo Rashi, e considerato il più importante esegeta ebreo di ogni tempo. Un capolavoro indiscusso del medioevo, che supera i limiti della sua collocazione temporale, per imporsi come un'opera con la quale si sono confrontati credenti ebrei e cristiani nello scorrere delle generazioni. Rashi si pone dinanzi alle Scritture non come un «autore» nel senso moderno del termine, ma come un umile «servo» della Parola rivelata, di cui cerca di trasmettere alla sua comunità l'infinita ricchezza. Rashi è anzitutto un innamorato della Parola divina: nella sua esegesi egli pone rigorosamente al centro il testo così come è stato svelato da Dio, per appianarne tutte le difficoltà (ecco la definizione del cosiddetto «senso letterale»), e per ricercarne le infinite risonanze spirituali, quali sono state colte dalla grande Tradizione d'Israele (il midrash), che Rashi armonizza in modo ineguagliato con la formulazione testuale delle Scritture. Grande maestro dunque, anzi «il» maestro per eccellenza del suo popolo.