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Libri di Titolo C con argomento Marin Biagio
Carteggio 1913-1982 Marin Biagio Prezzolini Giuseppe Camuffo P. (Cur.) - Edizioni Di Storia E Letteratura, 2011 - Epistolari, Carteggi E Testimonianze
L'arrivo di Biagio Marin a Firenze risale al 1911, quando avrà modo di frequentare l'ambiente letterario de "La Voce", la più famosa rivista dell'epoca. È in questa occasione che Marin conosce Prezzolini ed inizia con lui quel sodalizio umano e culturale che durerà tutta la vita. "Non oso scriverti, perché temo di darti noia; ma ti ricordo sempre con grande affetto e ti dirò che fai parte del tessuto della mia vita e che stranamente ho finito per riconoscere che ho finito per diventare... completamente prezzoliniano". Queste affermazioni risalgono infatti alla fine del 1979: rappresentano una sorta di bilancio, quasi una confessione fatta a cuore aperto. Ma sono anche parole che ci fanno capire che lo scambio tra Marin e Prezzolini non si esaurisce nella comune esperienza vociana. I due continuano a mantenere vivo il loro rapporto fino al 1982, anno della morte di Prezzolini, e lo fanno, come dimostrano le lettere che vengono qui presentate, non attraverso gesti di circostanza o di cortesia, ma con l'intensità emotiva ed intellettuale di chi si dispone al dialogo.
Considerazioni sui problemi del mio tempo e appunti vari. 11 novembre 1940-28 agosto 1952 Marin Biagio Cimador G. (Cur.) - Eut, 2015 - Collana Archivio Regionale Scrittori
Il diario di Biagio Marin intitolato "Considerazioni sui problemi del mio tempo e appunti vari" si colloca in un periodo cruciale della storia del Novecento, tra il secondo conflitto mondiale e un dopoguerra ancora carico di contraddizioni e problemi irrisolti. Con il suo stile di pensiero antidogmatico, Marin riflette sui fatti e i protagonisti del suo tempo, sulle grandi contrapposizioni e forze in gioco, sul carattere degli italiani, sulla forza dirompente del comunismo, sulla necessità di una profonda presa di coscienza della crisi morale, che passa attraverso una riscoperta dei valori fondamentali della cultura europea e che presuppone "una formazione di tutto l'uomo e al di sopra delle preoccupazioni individuali e utilitarie".