Diario Libri
Libri di Titolo Diario con argomento Gombrowicz Witold
Diario Gombrowicz Witold Cataluccio F. (Cur.) - Il Saggiatore, 2024 - La Cultura
Diario è un corpo a corpo con la scrittura lungo sedici anni: un'opera monumentale composta dalle riflessioni, dai giudizi e dalle confessioni che Witold Gombrowicz ha condiviso con i suoi lettori, denudandosi sotto il profilo umano e letterario. Sono i primi anni cinquanta quando Gombrowicz, esule a Buenos Aires, inizia a inviare alcuni suoi testi al mensile polacco Kultura. Da questa collaborazione nasceranno nel 1953 i primi frammenti del Dziennik, il «Diario», un progetto la cui stesura graduale e costante sulle pagine della rivista lo accompagnerà anche durante il suo ritorno in Europa attraverso Berlino, Parigi e Vence fino al 1969, anno della sua morte. Per lo scrittore si tratta di un'esplorazione senza precedenti nei meandri di sé e del proprio immaginario. Di mese in mese e di numero in numero, infatti, Gombrowicz spinge la propria scrittura sempre più nel profondo di se stesso, facendo emergere lo «scatenato ribollente groviglio» che compone il suo io contro il dominio delle «cieche forze della Collettività e della Storia». Ecco allora che all'interno della sua prosa cesellata le analisi del pensiero di Montaigne, Sartre, Nietzsche, Simone Weil si alternano ai commenti sull'attualità politica, le digressioni sulla musica (sua grande passione) si intrecciano agli interrogativi sull'inautenticità e l'incompletezza dell'uomo, le considerazioni sulla morte e il senso della vita si affiancano al racconto delle fatiche di individuo e scrittore, in un mosaico armonioso di appunti e annotazioni. Opera gemella di Kronos, il Diario testimonia un «percorso intellettuale ed esistenziale profondo e doloroso», in cui - come scrive Francesco M. Cataluccio nella sua introduzione - «Gombrowicz esprime compiutamente la sua filosofia nell'unico modo che gli è possibile», rivendicando «un sapere specifico: il sapere del molteplice».
Diario. Vol. 2: 1959-1969 Gombrowicz Witold Cataluccio F. M. (Cur.) - Feltrinelli, 2008 - Le Comete
Con questo secondo volume, 1959-1969, con un'Appendice che raccoglie i testi di Contro i poeti e Sienkiewicz, si conclude la prima edizione italiana integrale del Diario di Gombrowicz che copre un arco cronologico di oltre un quindicennio, dal 1953 al 1969, dal lungo "esilio" in Argentina al ritorno in Europa, prima a Berlino poi in Francia, a Parigi e a Vence. Il Diario è una straordinaria composizione saggistico-fìlosofica che registra come un sensibilissimo sismografo ogni oscillazione del fragile e incerto 'Io' dell'autore. Essendo un emigrante dalla Polonia e dall'Europa, Gombrowicz fu contemporaneamente un emigrante dalla modernità. La sua lucidità di sguardo gli derivava proprio dalla distanza e dall'avere il privilegio di esser fuori dalle tragedie e dai conflitti del suo continente d'origine: "Argentina: ventiquattro anni di liberazione dalla Storia". Questa Forma, e il suo equilibrio personale, entrano però in crisi con il ritorno di Gombrowicz, nel 1963, in Europa. È certamente un Gombrowicz più forte e maturo, perché "distante" da quel mondo e da se stesso, rispetto a quello che attraversò il mare in senso contrario nel 1939, ma, allo stesso tempo, è un uomo, che percepisce lucidamente la fragilità dell'equilibrio raggiunto e l'inquietudine e l'incertezza della nuova sfida con l'Europa. E Gombrowicz reagisce attaccando. Si pone come un guastafeste argentino paracadutato nel cuore dell'Occidente e che vede con lucidità le contraddizioni della "Forma europea".
Diario. Vol. 1: 1953-1958 Gombrowicz Witold Cataluccio F. M. (Cur.) - Feltrinelli, 2004 - Le Comete
Un'edizione completa, con apparato di note e indice dei nomi, dell'opera di Gombrowicz che rappresenta per il nostro tempo quello che furono gli "Essais" di Michel de Montaigne nella seconda metà del XVI secolo: "tentativi" di fare i conti con un mondo e una cultura che si vanno frantumando e disperdendo e di far fronte alla perdita del sé, alla morte dell'Io come principio ordinatore del mondo. Gombrowicz stabilisce di "fare di se stesso la materia del suo libro", portando questo assunto fino al paradosso, e costruisce una miniera di testi letterari, frammenti filosofici, commenti su libri e fatti di valore universale. Un'opera che può essere letta indipendentemente dalle altre ed è, al tempo stesso, la chiave per comprenderle a fondo.