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Libri di Titolo G con argomento Benvenuto Giorgio
Giorgio Benvenuto. Un riformista intramontabile nella storia della prima Repubblica Neglie Pietro - Edizioni Efesto, 2024 - Prima Repubblica
Negli anni Cinquanta l'Italia vive un intenso sviluppo economico, ma il benessere è mal distribuito: enormi profitti per gli imprenditori e salari insufficienti a garantire una vita dignitosa agli operai. Il movimento sindacale è investito direttamente da questi cambiamenti ed in breve diventa il soggetto protagonista di una intensa stagione di lotte, con punte di estrema violenza. Il vento del cambiamento investe anche la Chiesa: papa Giovanni XXIII sale al soglio Pontificio nel 1958 e avvia un profondo rinnovamento, mentre negli Usa diventa presidente il cattolico John Kennedy, il quale lancia il Paese in una competizione pacifica con l'Urss sul terreno culturale e scientifico ed avvia così il disgelo. Da qui si dipana il lungo cammino attraverso il terrorismo, il collasso del sistema sovietico, il primo governo a guida socialista, che ci conduce alla crisi della Prima Repubblica. Lo percorriamo insieme ad un protagonista di quella fase: Giorgio Benvenuto, storico segretario generale della Uil e, per un trimestre, del Psi investito da "tangentopoli".
Giorgio Benvenuto. Una vita per il lavoro e l'unità sindacale Scavo Elisabetta - Futura Editrice, 2019 - Storia E Memoria
«Non vivo di ricordi, vivo con i ricordi. Penso che ho fatto una vita importante, ho visto tante cose, tanti cambiamenti. Tanti miglioramenti. Mi piace il quadro di Pellizza da Volpedo, non c'è una bandiera. Ci sono loro. Le donne sono scalze, come quelle che vedevo io nel dopoguerra, nelle manifestazioni bracciantili degli anni Cinquanta. A Messina quando ero ragazzo vedevo la gente assalire la distribuzione degli aiuti americani per prendere il pane... però il paese è andato avanti. Nella mia visione io penso che non ti devi mai rassegnare, che le cose si possono migliorare. Ho fiducia nelle persone. Sono convinto che il sindacato che ha attraversato questa crisi tornerà centrale: sono troppo forti le diseguaglianze. Non so come, non so quando, il sindacato farà il suo mestiere. Non ho rimpianti. Nel sindacato, più che dire ho sbagliato, uno dice: ho perso. Ma abbiamo anche vinto tanto. La storia non si replica ma non si deve ignorare. Le battaglie che fai non coincidono con la tua, vita, hanno un'altra prospettiva. Tocca ai giovani. Non ho rimpianti. La cosa difficile è che tu ti rendi conto che sei di passaggio. Questa consapevolezza è mitigata dall'idea che gli altri continuano. Una visione che guardi avanti nel tempo. Ho avuto la fortuna di vivere questa fase in cui c'era amicizia, rispetto. E un orizzonte, un'idea di progresso sociale.» (Dall'intervista di Giorgio Benvenuto)