I Dialoghi Libri
Libri di Titolo I Dialoghi con argomento Pavese Cesare
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- 9788855296830 L'uomo senza attualità. Leggere Pavese fuori dal suo
I «Dialoghi con Leucò» e il labirinto della vita Romanelli Giovanna - Rubbettino, 2013 - Varia
I «Dialoghi con Leucò» e il labirinto della vita - Rubbettino
I dialoghi con Leucò tra letteratura e cultura classica Porcaro Angelo - Youcanprint, 2020 - Biografia E Autobiografia / Letteraria
I dialoghi con Leucò, dopo la loro pubblicazione avvenuta nel 1947, sono accolti con una reazione molto tiepida, con grande delusione da parte del poeta italiano. La critica, infatti, disorientata dalla direzione letteraria intrapresa da Pavese, a causa del fatto che i Dialoghi seguono di pochi mesi la pubblicazione dell'opera politica Il compagno, si era mostrata ostile nei confronti di quest'opera, anche perché interessata a tematiche differenti, accusando quindi l'opera di disimpegno e preferendo ad essa Il compagno. L'opera subirà nel corso del tempo un processo di rivalutazione, sostenuto soprattutto dalla presa di posizione di molte personalità, tra cui spiccano fra tutti i commenti del grecista Mario Unterstainer e di Italo Calvino, che sottolinea come l'interesse di Pavese per il mito non sia superficiale, ma sia stato costruito nel tempo attraverso un attento e profondo studio della materia classica. L'opera potrebbe di conseguenza aiutare il lettore a scoprire un nuovo Pavese, non quello moderno a cui si è abituati, i cui interessi si fermano ai vittoriani e a Melville, ma un Pavese «umanista» e «filologo». Calvino tratteggia un'approfondimento sui contenuti dell'opera: "In questi Dialoghi Pavese fa a ritroso il cammino della storia e ricerca, alle origini degli antichi miti greci, gli oscuri motivi umani che in essi si sono espressi".
Il piacere dell'annientamento. Cesare Pavese, i «Dialoghi con Leucò» e il mito classico Renna Salvatore - Quodlibet, 2026 - Quodlibet Studio. Lettere
«Libro eretico e caro al mio cuore»: così Cesare Pavese definiva i Dialoghi con Leucò, ventisette brevi dialoghi fra dèi ed eroi del mito classico, pubblicati nel 1947. Nella loro elaborazione convergono infatti alcune delle tensioni decisive del suo percorso: il fascino precoce e mai interrotto per le storie dell'antichità, lette e rilette fin dagli anni del liceo; il confronto serrato con l'antropologia del mito, da Frazer a Kerényi fino a Paula Philippson, mediato anche attraverso il lavoro editoriale per la Collana Viola di Einaudi; e soprattutto una concezione del mito come linguaggio originario, non riducibile a semplice repertorio narrativo, bensì inteso come forma primigenia di conoscenza, capace di toccare ciò che nell'essere umano precede la storia e continua a interrogarla. Muovendo dalle più recenti prospettive della classical reception e della critica tematica, questo saggio restituisce al mito antico la sua piena centralità nell'opera di Pavese e ricostruisce le strategie attraverso cui il materiale classico viene adattato, trasformato, piegato a una nuova necessità espressiva. Posti in controluce rispetto a Esiodo, Omero e Ovidio, e insieme alle più significative riscritture mitiche della modernità, i Dialoghi con Leucò risaltano così in tutta la loro densità formale e concettuale. L'interpretazione proposta consente inoltre di collocare Pavese entro quel modernismo che è tornato ossessivamente alle trame del mito come luogo di verità, e di annoverarlo, seguendo Nietzsche e Szondi, tra quei poeti che hanno saputo dare voce al volto più tragico e non conciliato dell'esperienza umana.