I Fiori Libri
Libri di Titolo I Fiori con argomento Baudelaire Charles
I fiori di Baudelaire. L'infinito nelle strade Prete Antonio - Donzelli, 2007 - Saggine
A centocinquant'anni dalla prima edizione dei "Fiori del male", Antonio Prete, critico e traduttore di quegli stessi versi, dedica a Baudelaire un saggio a tutto campo: profilo critico e insieme interpretazione dei motivi che trascorrono nei versi, biografia intellettuale e indagine sui rapporti del poeta con la propria epoca. Sospeso a metà tra la dimensione del racconto critico e il saggio, della biografia intellettuale e la meditazione sulle ragioni fondative dell'arte, questo libro coglie già nel grande poeta parigino quei temi che attraverseranno le esperienze poetiche e intellettuali dell'Ottocento e del Novecento: la metropoli moderna con la sua folla e lo spaesamento dell'individuo, l'emarginazione prodotta dalla modernità, i lampi dell'altrove, del non vissuto, e la loro fascinazione, il sublime e l'abiezione, l'azzurro e la ferita; e poi ancora, il sapere amaro del viaggio, la malinconia del tempo irreversibile, lo splendore e la corruzione della bellezza, il corpo femminile, il profumo, l'artificio, la moda, le forme e la saggezza dell'animale, il grottesco, l'elemento celestiale e infernale che abita l'uomo, l'angelo e la sua imperfezione, il pensiero dell'intimità, il pensiero dell'arte. Un universo di suggestioni passato al setaccio. Al centro, la vicenda delle poesie condannate dal tribunale ed espulse dal corpo del testo.
Il male dei fiori. Baudelaire a processo Castronuovo Antonio - Rubbettino, 2023 - Zonafranca
Nel 1857 i Fiori del male di Charles Baudelaire finirono a processo per oltraggio alla morale pubblica. La sentenza del 20 agosto condannò sei poesie a essere soppresse dal volume, provocando un curioso fenomeno: l'esistenza di numerose varianti editoriali, gioia e cruccio dei collezionisti. Solo nel 1949 si giunse alla revisione del giudizio penale e al proscioglimento del poeta, scomparso da ottant'anni. Oggi quel processo resta come chiodo arrugginito infisso negli annali della letteratura, episodio che ha consegnato i giudici e la pubblica accusa al sarcasmo della storia e ha inoculato nei francesi un penoso senso di colpa. Con agile stile, questo libro narra la storia di quei giorni, rendendo limpidi dei documenti complessi e collocando la vicenda nell'atmosfera in cui si svolse: un minuscolo caleidoscopio della Francia di Napoléon le petit.
I fiori del male e il sublime Auerbach Erich - Solfanelli, 2017 - Arethusa
Nel cuore del Novecento, superando ogni remora e obiezione, Erich Auerbach segna un passaggio obbligato nella critica baudelairiana. Egli vede nell'autore dei "Fiori del male" il primo poeta che dà espressione stilistica a soggetti di per sé bassi e foschi. Il significato storico della sua raccolta lirica è per lui incontestabile perché la figura umana che in essa affiora non è meno indicativa del trasformarsi della tradizione europea di quanto lo sia il personaggio di Karamazov. Nello storico saggio su Baudelaire del 1951, che presentiamo qui come libro a sé con la presentazione di Francesco Muzzioli, il filologo tedesco mostra che il grande poeta, partendo da elementi "realistici", crea un nuovo tipo di sublime dal valore "simbolico". Nella sua analisi egli mette in valore due idee antitetiche: da un lato, l'opposizione fra il realismo e il simbolismo; dall'altro, l'opposizione fra il sublime dello stile e l'abiezione dell'argomento trattato. Fedele al metodo della campionatura, già sperimentato in Mimesis, Auerbach inizia subito, senza preamboli, con un testo campione.