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Libri di Titolo Lettere con argomento Picasso Pablo
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Lettere Picasso Pablo Pontiggia E. (Cur.) - Abscondita, 2022 - Miniature
Picasso non si chiamava semplicemente Pablo. Quando era nato, nel 1881, era stato battezzato, secondo le usanze ridondanti della Spagna dell'epoca, con nove nomi, una carovana di appellativi che rappresenta quasi un presagio, perché non c'è stato un solo Picasso: ce ne sono stati una decina. Nella prima metà del Novecento l'artista spagnolo è stato realista, simbolista, espressionista, primitivista, è stato (con Braque) il padre del cubismo, ha ripensato il classicismo, ha interpretato il surrealismo. Questo atteggiamento proteiforme si ritrova anche nelle sue lettere, di cui il presente volume propone un'emblematica antologia. Sembra quasi che Picasso si comporti coi suoi amori sentimentali come coi suoi amori intellettuali e che, ad esempio, quel suo fuggire a Céret con Eva senza chiarirsi con Fernande, o quelle sue profferte a Marie-Thérèse mentre è in vacanza con Dora Maar, nascano dalla stessa spregiudicata libertà che lo porta a dipingere alla Ingres e alla cubista in uno stesso periodo, in uno stesso momento, in uno stesso quadro. Picasso, però, è un maestro di pittura, non di vita. E la pittura, che preferisce chiamare col nome più dimesso ma più concreto di «lavoro», non solo è la sua più grande passione, ma è anche l'unica cui sa rimanere sempre fedele. In questo senso le sue lettere ci offrono una cronaca non dei suoi amori, ma del suo amore: per l'arte.
Lettere tra Picasso e Apollinaire Picasso Pablo Apollinaire Guillaume Viola G. E. (Cur.) - Biblioteca D'orfeo, 2020 - Biblioteca Delle Avanguardie
L'incontro tra Pablo Picasso e Guillaume Apollinaire, in un caffè parigino di un boulevard quasi periferico parve realizzare quello straordinario incontro tra pittura e poesia che sin da tempi antichi era vagheggiato. Era l'alba del ventesimo secolo, la "belle époque" furoreggiava, e mentre l'Europa si dirigeva in assoluta incoscienza verso la catastrofe della Grande guerra a un tavolino di caffè si preparava una lucidissima rivoluzione nelle arti che avrebbe trasformato per sempre la nostra sensibilità verso la creazione artistica. Stranieri entrambi - uno spagnolo e un polacco, ed entrambi decisi ad affermarsi nella Parigi allora capitale delle arti - i due artisti fecero presto a riconoscere la comune sete di novità, la genialità inventiva, l'impegno nello studio che avrebbero portato tanto clamorosi rivolgimenti. Il più percepito fu naturalmente il cubismo di Picasso e Braque, assistito dalla vigorosa propaganda di Apollinaire; ma l'origine del movimento risale già agli anni del Bateau Lavoir. Questo carteggio apparentemente legato al colloquio affettuoso tra due amici e le loro compagne restituisce in filigrana il colore di un'età leggendaria della cultura e dell'arte del '900.
Lettere Picasso Pablo Pontiggia E. (Cur.) - Abscondita, 2008 - Miniature
Picasso non si chiamava semplicemente Pablo. Quando era nato, nel 1881, era stato battezzato, secondo le usanze ridondanti della Spagna dell'epoca, con nove nomi, una carovana di appellativi che rappresenta quasi un presagio, perché non c'è stato un solo Picasso: ce ne sono stati una decina. Nella prima metà del Novecento l'artista spagnolo è stato realista, simbolista, espressionista, primitivista, è stato (con Braque) il padre del cubismo, ha ripensato il classicismo, ha interpretato il surrealismo. Questo atteggiamento proteiforme si ritrova anche nelle sue lettere, di cui il presente volume propone un'emblematica antologia. Sembra quasi che Picasso si comporti coi suoi amori sentimentali come coi suoi amori intellettuali e che, ad esempio, quel suo fuggire a Céret con Eva senza chiarirsi con Fernande, o quelle sue profferte a Marie-Thérèse mentre è in vacanza con Dora Maar, nascano dalla stessa spregiudicata libertà che lo porta a dipingere alla Ingres e alla cubista in uno stesso periodo, in uno stesso momento, in uno stesso quadro. Picasso, però, è un maestro di pittura, non di vita. E la pittura, che preferisce chiamare col nome più dimesso ma più concreto di "lavoro", non solo è la sua più grande passione, ma è anche l'unica cui sa rimanere sempre fedele. In questo senso le sue lettere ci offrono una cronaca non dei suoi amori, ma del suo amore: per l'arte.