Vivere Libri
Libri di Titolo Vivere con argomento Fitzgerald Francis Scott
Vivere con 36.000 dollari all'anno Fitzgerald Francis Scott Mutti C. (Cur.) - Mattioli 1885, 2012 - Masters
Per Francis Scott Fitzgerald e sua moglie Zelda vivere con soli 36.000 dollari all'anno (l'anno era il 1924) poteva essere un problema. La parabola che dal successo porta alla disillusione si disegna tra le righe di questi quattro articoli a sfondo autobiografico, a tratti irresistibili: rileggendoli oggi si coglie l'incrinatura, il momento in cui le grandi speranze (di ricchezza) e le velleità (artistiche) lasciano il posto a qualcosa di molto più amaro.
Vivere con 36.000 dollari all'anno Fitzgerald Francis Scott Mutti C. (Cur.) - Mattioli 1885, 2010 - Experience Light
"Ero uno scrittore di successo ormai, e quando gli scrittori di successo restano senza contanti non devono far altro che firmare qualche assegno. Non ero povero - potevano anche provare a farmelo credere, non l'avrei comunque bevuta. Era impossibile. Stavo nel miglior albergo di New York!". Quattro articoli a sfondo autobiografico, a tratti irresistibili: rileggendoli oggi si coglie l'incrinatura, il momento in cui le grandi speranze e le velleità lasciano il posto a qualcosa di molto più amaro.
Vivere con niente. Autobiografia di uno scrittore Fitzgerald Francis Scott Monaco R. (Cur.) - Avagliano, 2025 - Straniera
"Vivere con niente" è una raccolta di memorie a sfondo autobiografico in cui Francis Scott Fitzgerald svela, con la sua maestria narrativa, i frammenti più significativi della sua esistenza. L'autore esplora le tensioni che hanno caratterizzato il suo percorso: la vocazione letteraria in perenne conflitto con le necessità materiali, il contrasto tra gli esordi e la successiva affermazione come scrittore, fino al disincanto generato dall'illusorio miraggio di facili guadagni in un'America che, nel pieno fermento edilizio, stava rapidamente cambiando. In "Come vivere praticamente con niente per un anno" (1924), racconto da cui è stato ricavato il titolo di questo libro, Fitzgerald gioca con questo paradosso: la narrazione ha il tono leggero della commedia, ma sotto la superficie si avverte la fatica silenziosa di tenere insieme l'identità e le finanze. Ma il "niente" non è solo ciò che manca: è anche lo spazio da abitare, pur se ogni volta da ricostruire. L'opera è una meditazione sulla scrittura come rifugio dai fallimenti, sul tempo che fugge portando con sé le illusioni della giovinezza, e sulla ricerca di significato in un Paese splendente in apparenza ma intimamente vuoto. Una lettura che rivela la complessità di una penna che ha saputo cogliere, con straordinaria concretezza, le sfumature della fragilità umana.