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Libri di Titolo Gi con argomento Bruno Giordano
Giordano Bruno. Molte stelle non muoiono Busi Giulio - Mondadori, 2026 - Le Scie. Nuova Serie
Sono i libri a segnare il destino di Giordano Bruno. Quando decide di fuggire da Napoli per sottrarsi ai sospetti di eresia, getta nella latrina i volumi proibiti che tiene con sé. Ma i frati del convento in cui è entrato diciassettenne li ritrovano e la sua posizione si aggrava irrimediabilmente. Libri all'inizio, quindi, e poi ancora libri, tanti, febbrili, implacabili, che diffonde durante il suo esilio itinerante di città in città, di paese in paese (Venezia, Ginevra, Tolosa, Parigi, Londra, Wittenberg, Praga, Helmstedt, Francoforte, Zurigo, Padova, ed è un elenco incompleto). Bruno li scrive, li porta in tipografia, ne cura la stampa e, talvolta, incide di propria mano le silografie. Poi li difende, li commenta, li chiarisce. Ma molti, moltissimi libri non bastano a fare una biografia. Ci vogliono i gesti, i luoghi, le passioni, gli incontri e gli scontri. È per questo che Giulio Busi cerca di scoprire, dietro lo scrittore e il filosofo, l'uomo Bruno, nella dimensione fisica della sua esperienza, seguendolo nelle locande, nelle università e nelle regge di mezza Europa, e, infine, nelle prigioni di Venezia e Roma. E se quasi a ogni pagina si parla di libri, è soprattutto per la materia biografica che lasciano trasparire e per il filo strettissimo che lega la persona che agisce e patisce al pensatore che tenta nuove strade, abbozza idee inaudite, sostiene a spada tratta ciò che quasi tutti non comprendono o non vogliono accettare. Alla fine del Cinquecento la Chiesa di Roma pretende di imporre un sistema di pensiero obsoleto, malato di anacronismi. Nel volgere di pochi decenni, infatti, vengono imprigionati, giustiziati o costretti all'abiura centinaia di religiosi, scienziati e filosofi. Ma Bruno non vuole né può abiurare quanto ha scritto, e paga con la vita la sua libertà intellettuale. Il 17 febbraio 1600, quando è ancora buio, viene condotto nella piazza romana di Campo de' Fiori con la mordacchia, che gli impedisce di parlare, e messo a morte tra le fiamme. Tuttavia, malgrado la censura, i sequestri, le distruzioni, le copie dei suoi libri sono troppe perché l'Inquisizione possa farle scomparire. E l'ultima pagina, quella che scrive con il fuoco, è la più drammatica e la più duratura. Bruno ha ragione. Papa Clemente VIII, che lo manda al rogo, ha torto.