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Libri di Titolo G pubblicati nella collana Supercoralli
Chi cerca i libri di Julian Barnes troverà opere caratterizzate da un'indagine profonda sulla memoria, l'amore e le contraddizioni dell'animo umano. Seguire i libri in ordine cronologico di Julian Barnes permette al lettore di apprezzare l'evoluzione stilistica di uno degli autori contemporanei più raffinati, capace di spaziare dal romanzo sperimentale alla saggistica con una lucidità critica sempre sorprendente.
Biografia dell'autore
Julian Barnes nasce a Leicester nel 1946. Dopo gli studi a Oxford, intraprende una carriera come lessicografo e critico letterario, che influenza profondamente la precisione chirurgica del suo linguaggio. La sua produzione letteraria è segnata da una spiccata propensione per la cultura francese e da una riflessione costante sul senso del tempo. Tra i numerosi riconoscimenti, nel 2011 ha ricevuto il prestigioso Booker Prize per il romanzo Il senso di una fine, consolidando il suo ruolo di voce fondamentale nel panorama della letteratura britannica contemporanea.
Stile di scrittura
I libri di Julian Barnes si distinguono per un tono ironico, colto e spesso venato di una malinconia sottile. L'autore è celebre per aver creato personaggi iconici come i protagonisti de Il senso di una fine, capaci di scavare nelle zone d'ombra dei ricordi personali. La sua maestria emerge specialmente nell'esplorazione del lutto e della perdita, come nel toccante I livelli della vita, dove la narrazione diventa una meditazione universale. Barnes lascia il segno trasformando l'analisi psicologica in un esercizio di stile elegante, capace di interrogare costantemente il lettore sulla verità soggettiva della vita.
Prossime uscite della collana Supercoralli
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788806273613 Racconti di scuola
- 9788806273392 Yanez
- 9788806270995 Una splendida rovina
- 9788806267858 L'occhio fantasma
- 9788806267728 Il trofeo
Guardando il sole Barnes Julian - Einaudi, 2019 - Supercoralli
«Né il sole, né la morte si possono guardare intensamente». È questa massima di La Rochefoucauld a fare da premessa al romanzo di Julian Barnes che in origine doveva intitolarsi «Question and Answer». Le domande (numerose e bizzarre) e le risposte (pressoché nulle) sono quelle di Jean Serjeant, una donna del tutto ordinaria le cui vicissitudini ripercorrono quasi un secolo di storia. La incontriamo bambina, fatalmente e ingenuamente innamorata dell'eccentrico zio Leslie con il quale condivide risate sguaiate e giochi spericolati, l'incanto di trucchi fumosi e indovinelli improbabili: perché agli ebrei non piace giocare a golf? Esiste davvero un museo del panino? Perché il cibo esce tanto diverso dall'altra parte del corpo? Il paradiso è in cima al camino come sospettava? E perché i visoni sono cosí ostinatamente attaccati alla vita? Le risposte, com'è ovvio, non hanno alcuna importanza, ma saranno proprio queste sollecitazioni - scintillanti e misteriose al contempo - a svegliare quella curiosità che le farà da bussola nella vita adulta. A seguito di un matrimonio deludente, una maternità tardiva e numerosi fallimentari tentativi di comprendere l'universo maschile, Jean sfodererà saggezza e coraggio imprevisti per poter rispondere, con la vita stessa, a un paio di domande mai esplicitamente formulate: come fa la gente comune, protagonista di vite anonime e incolori, a proteggersi dal tedio? Ed è capace, di tanto in tanto, di rendere la propria esistenza straordinaria? Sembra esserci riuscito il sergente-pilota Thomas Prosser che, mentre sorvola i cieli della Francia settentrionale in una quieta notte di giugno del 1941, si volge verso est e vede l'arancia del sole che fa capolino dalla banda gialla dell'orizzonte. Poco dopo si lancia in picchiata per una ricognizione e, giunto a quota 8000 piedi, guarda di nuovo verso oriente. Ed è allora che gli si manifesta il prodigio: il globo arancione che sorge per la seconda volta sopra l'orizzonte, lo stesso sole che si leva dallo stesso punto dello stesso mare. Da quel momento il pilota sarà per tutti Alba Due Prosser; e per la giovane Jean, poi donna adulta e infine vecchia, lo stimolo per aspirare sempre a una vita di prim'ordine. È possibile, dunque, scorgere lo straordinario nell'ordinario, il magico nel quotidiano? Come per ogni grande miracolo, suggerisce Barnes, occorre saper vedere: basta schermarsi gli occhi con le mani e persino il sole può diventare oggetto di osservazione negli stretti interstizi delle dita schiuse. (Daniela Fargion)