C Libri
Libri di Titolo C editi da Phasar Edizioni
Che male c'è. Libro primo Baracetti Gaia - Phasar Edizioni, 2013
Al collegio scoprii la notte. Le nostre notti collettive. Ci spostavamo tra le camere fino all'alba, febbrili, rumorosi, oppure ipnotizzati e lenti come nebbia. Coi vestiti colorati o coi pigiami, profumanti o zozzi e, chi camminava scalzo, coi piedi neri. Le notti scoprivamo poeti, film e musica, bevevamo in fretta e avidamente dalle stesse bottiglie, realizzavamo le nostre fantasie promiscue e componevamo le nostre coppie; ci stringevamo in cinque sul letto di uno, ci passavamo le canne, traballavamo in pessimi inglesi, tentavamo di infilarci nello spagnolo mentre gli spagnoli si infilavano nell'italiano, e provavamo le lingue di tutti; ci comprimevamo davanti allo schermo del computer di chi ce l'aveva, ci allungavamo per prendere il cibo che qualcuno offriva, le dita avide e grate, cercavamo il mare.
Che male c'è. Libro secondo Baracetti Gaia - Phasar Edizioni, 2015 -
Il secondo romanzo della trilogia iniziata con il libro primo, nella quale tre amici raccontano la loro vita dai tredici ai trenta anni.
Che male c'è. Libro terzo Baracetti Gaia - Phasar Edizioni, 2019
Dovete sapere che io avevo costruito un giardino, grande e bello, dove crescevano nuovi fiori e si salvavano specie estinte; dove non c'era solitudine né paura, ed era dolce anche la malinconia. Vi si poteva entrare da tutti i lati tranne uno, ma io portavo fuori i frutti per gli scambi e i regali, e da quelli alcuni cercavano di capire cosa ci fosse dentro. Non vi dico dei fiumi, dei laghetti e delle foreste. In questo giardino fui felice finché non vidi entrare un'armata disarmata, ma riconoscevo le uniformi, e da come ammiravano ogni cosa capii che sarebbero stati la rovina. "Devo cacciarli", pensai, "devo cacciarli a costo di morire". E così pensavo con rimpianto a quanto ero felice quando non ero innamorata, a quanto si spalancavano il cielo e le porte della terra. Innamorarsi era il contrario, era ricordarsi degli inganni umani e della finitezza di tutte le cose. Questo sentimento, così dipendente dalla volubilità altrui, andava ucciso, ma si trattava comunque di un assassinio.