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- 9788858161319 Cattive italiane
Cinema Italia. I film che hanno fatto gli italiani De Luna Giovanni - Utet, 2023 - Biblioteca Utet
«Nel 1914 esce Cabiria, forse il più grande kolossal della storia del cinema italiano. La trama, in teoria, dovrebbe ricostruire l'epico scontro tra Roma e Cartagine, ma l'estetica orientaleggiante e liberty dell'epoca, con tanto di Gabriele D'Annunzio alla sceneggiatura, racconta facilmente in controluce il presente di quell'Italia desiderosa di guadagnare visibilità e credibilità internazionale. Di fronte a Cabiria, spiega Giovanni De Luna, lo storico finisce per «aggirarsi tra quelle immense scenografie, fiutando non l'aria del III secolo a.C. ma quella carica di odori e di miasmi pestiferi del primo Novecento, di quella incredibile e paradossale stagione in cui stava finendo l'Ottocento e fragorosamente e maledettamente stava nascendo il terrificante XX secolo». Parte da qui il percorso affascinante di uno storico che utilizza i film come documenti del periodo in cui venivano realizzati, in un'inedita lettura del modo in cui il cinema, specchio di un presente in procinto di farsi storia, ha contribuito a "fare gli italiani": l'immediato dopoguerra di Ladri di biciclette, i primi venti del boom di Un americano a Roma, la lotta sociale di La classe operaia va in paradiso, ma anche l'edonismo pre Mani pulite di Yuppies o Vacanze di Natale. Ma non solo, perché in molti casi proprio il cinema, arte nobile e popolare insieme, ha voluto farsi a sua volta strumento di indagine storica, che fosse propaganda di stato o contestazione intellettuale: per ogni Cabiria ci sono stati moltissimi La grande guerra, Una giornata particolare, La notte di San Lorenzo, La meglio gioventù... Mescolando alto e basso senza timore, e con qualche sortita nel cinema straniero, Giovanni De Luna ricostruisce la storia del nostro paese per come l'abbiamo vista, o meglio, voluta vedere al cinema noi italiani, che fossimo di volta in volta sceneggiatori, registi o solo semplici ma appassionati spettatori.
Che cosa resta del Novecento De Luna Giovanni - Utet, 2023 - Utet Saggistica
Al mondo ci sono ormai molte persone che nel Novecento non sono nemmeno nate, e ancora di più ve ne sono che conoscono il XX secolo solo per vaghi ricordi di infanzia, infilati nella cronaca dei suoi ultimi decenni. Ma per la maggior parte di noi, il Novecento è stato il secolo in cui non solo si è svolta la maggior parte della vita, ma anche quello in cui si trovano i punti di riferimento, le culture, gli avvenimenti che strutturano la nostra comprensione del mondo. L'accelerazione continua degli eventi - tra un disastro ambientale che incombe, una pandemia che ci travolge, una guerra che risveglia incubi nucleari che sembravano molto lontani - mette tutti di fronte a un'inquietudine strisciante, dovuta essenzialmente all'impossibilità di conoscere quello che ci sta capitando. Con il rischio di abbandonarsi al disincanto. Giovanni De Luna non ci sta: riesaminare il Novecento, con le sue tragedie, i suoi slanci, i suoi risultati e le sue idee può e deve servire a decidere cosa portarsi nel XXI secolo: non le mappe, che ormai sono datate e inutilizzabili, ma qualche amara lezione e magari qualche valore ancora imprescindibile. Il tentativo di un grande storico contemporaneo di abbracciare con un giro di sguardo il secolo della sua autobiografia, personale e intellettuale, diventa un prezioso vademecum per orientarsi nel presente.
Cinema Italia. I film che hanno fatto gli italiani De Luna Giovanni - Utet, 2021 - Utet
Nel 1914 esce Cabiria, forse il più grande kolossal della storia del cinema italiano. La trama, in teoria, dovrebbe ricostruire l'epico scontro tra Roma e Cartagine, ma l'estetica orientaleggiante e liberty dell'epoca, con tanto di Gabriele D'Annunzio alla sceneggiatura, racconta facilmente in controluce il presente di quell'Italia desiderosa di guadagnare visibilità e credibilità internazionale. Come spiega Giovanni De Luna in Cinema Italia, di fronte a Cabiria lo storico finisce per «aggirarsi tra quelle immense scenografie, fiutando non l'aria del III secolo a.C. ma quella carica di odori e di miasmi pestiferi del primo Novecento, di quella incredibile e paradossale stagione in cui stava finendo l'Ottocento e fragorosamente e maledettamente stava nascendo il terrificante XX secolo». Parte da qui il percorso affascinante di uno storico che utilizza i film come documenti del periodo in cui venivano realizzati, dei gusti del pubblico e della temperie culturale, avvicinandoci così a un'inedita lettura del modo in cui il cinema ha contribuito a "fare gli italiani". I film, infatti, spesso sono lo specchio di un presente in procinto di farsi storia: l'immediato dopoguerra di Ladri di biciclette, i primi venti del boom di Un americano a Roma, la lotta sociale de La classe operaia va in paradiso, ma anche l'edonismo pre Mani pulite di Yuppies o Vacanze di Natale. Ma non solo, perché in molti casi proprio il cinema, arte nobile e popolare insieme, ha voluto farsi a sua volta strumento di indagine storica, che fosse propaganda di stato o contestazione intellettuale: per ogni Cabiria ci sono stati moltissimi La grande guerra, Una giornata particolare, La notte di San Lorenzo, La meglio gioventù... Mescolando alto e basso senza timore, e con qualche sortita nel cinema straniero, Giovanni De Luna ricostruisce la storia del nostro paese per come l'abbiamo vista, o meglio, voluta vedere al cinema noi italiani, che fossimo di volta in volta sceneggiatori, registi o solo semplici ma appassionati spettatori.